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Conor Oberst – Upside Down Mountain (Nonesuch, 2014) di Mario Cutolo

oberst-upside-down-mountain-338x300Dopo il clamoroso successo di I am Wide Awake, It’s Morning nel 2005 (accompagnato dal meno celebrato Digital Ash in Digital Urn che ne era la sua controparte “elettrica”) per Conor Obesrt è cominciata una sorta di ricerca artistica individuale che lo ha portato ad esordire con il proprio nome nel 2008, a pubblicare due dischi con la Mystic Valley Band per poi tornare nel 2011 con The People’s Key come Bright Eyes. In questa girandola di progetti, sembrava quasi che Oberst non fosse stato in grado di capitalizzare il successo di critica e pubblico, o meglio, che avesse intenzionalmente cercato di allontanare lo spettro della fama scegliendo una strada laterale piuttosto che la via maestra.
Upside Down Mountain arriva a tre anni di distanza da The People’s Key, e questa volta si ha l’impressione che il nome Conor Oberst sia qui per restare. Non che la musica sia diversa ma decisamente c’è un unità ed una cura in Upside Down Mountain come non si sentiva da tempo. Quello che è cambiato è che Oberst sembra aver ritrovato una confidenza assoluta nella sua musica e nella sua capacità di scrittura che qui si dimostra assolutamente accessibile. Upside Down Mountain è il racconto di un viaggio interiore verso una consapevolezza del proprio posto nel mondo, ed il posto migliore, per Conor Oberst non è il centro dell’attenzione.
Già dall’inizio di Time Forgot, si introduce il tema dell’ allontanamento dal caos del mondo, della distanza tra la voglia di essere libero e quella di essere amato ed è proprio questa ricerca che caratterizza l’intera narrazione del disco. Nella canzone che forse è la migliore del disco, Hundreds of Ways, Oberst canta “I Used to think that time was of the essence/ now i just wish I could get some sleep” e questa sorta di contrasto tra il presente ed il passato è sottolineato da un arrangiamento quasi allegro che appunto contrasta con il significato del testo.
Ma in tutto il disco si trovano arrangiamenti curati come mai prima nei suoi dischi e, passando per i vari generi cha vanno dal più rock di Zigzagging Towards the Light alla ballata di You Are You Mother’s Child, Conor Oberst fa sembrare il tutto molto facile e naturale rendendo Upside Down Mountain un disco maturo di un artista che ha ancora tanto da dire, e che questa volta lo fa con la semplicità’ di chi ha scoperto di non avere risposte ma solo nuove domande.

Tracklist:
1. Time forgot
2. Zigzagging toward the light
3. Hundreds of ways
4. Artifact #1
5. Lonely at the top
6. Enola Gay
7. Double life
8. Kick
9. Night at the lake unknown
10. You are your mother’s child
11. Governor’s ball
12. Desert island questionnaire
13. Common knowledge


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