Home / Interviste / Sulle frequenze dei Low Standards, High Fives (a cura di Raffaele Battilomo)

Sulle frequenze dei Low Standards, High Fives (a cura di Raffaele Battilomo)

Mentre alcuni si affannano inutilmente per accrediti che non verranno mai concessi, a noi di Relics piace gironzolare per le strade che attraversano le città per scattare foto e  scoprire gruppi che spuntano, all’insaputa di tutti, dalla sempre fertile e ricca di cultura, terra italica.

Questa volta abbiamo perlustrato il nord italia e abbiamo incontrato i Low Standards, High Fives!

Chi siete? Da dove venite?

600507_451499438256664_320303657_nSiamo quattro amici, ci conosciamo da diverso tempo, e arriviamo dalla country side torinese.

Ascoltando bene si capisce che non siete proprio alle prime armi, come se aveste una lunga esperienza live alle spalle. Quali generi e gruppi hanno influenzato fortemente la vostra cultura musicale?

Giusto, in realtà non siamo tutti alle prime armi, ma arriviamo da precedenti esperienze musicali con diversi gruppi, tra cui See Emily Draw, Angry September e Thanx the killer. Le band che ci hanno influenzato (e che continuano a farlo) sono tantissime; ma tra queste potremmo citare: The Police, Osker, Texas is the Reason, Taking Back Sunday e Moving Mountains.

Come riuscite ad amalgamarvi nell’underground torinese? E in quale filone musicale vi collochereste?

Abbiamo la fortuna di vivere in una città dove c’è effettivamente una scena nella quale i gruppi si aiutano e collaborano a vicenda. Più che essere collocati in una scena di genere, preferiremmo essere collocati in una scena attitudinale.

Tra le band che fanno parte del contesto a cui noi sentiamo di appartenere ci sono i nostri amici: Malemute Kid, The Ponches , Thee Tinkees, New Aadventures in Lo-Fi e molti molti altri! Inoltre, il nostro cantante/chitarrista Ame, fa parte di To Locals, associazione culturale torinese che, negli anni, anche grazie alle serate Torino Local Scene, ha contribuito a mettere in piedi un grande gruppo di amici, che suonano e si aiutano a vicenda!

Parliamo di Revolushhhh, vostro primo EP. Cosa vi ha permesso di metterci tanta energia nelle sue 4 tracce?1904040_634374326635840_1159924158_n

Era da diversi anni che sentivamo il desiderio di realizzare questo progetto e che ne parlavamo. Si può dire che, in qualche modo, la realizzazione del disco, sia in realtà partita molto tempo prima della nascita effettiva della band… l’attesa e il crescente desiderio hanno sicuramente fatto sì che arrivassimo al primo EP con molte idee ed un sacco di entusiasmo.

A cosa sono dovute le improvvise accelerazioni nella quiete, come per esempio nella traccia Crazy Boy?

A dire il vero non c’è un motivo preciso… è semplicemente il modo in cui i pezzi sono venuti fuori. Non abbiamo fatto alcuna scelta stilistica consapevole, ma ci siamo semplicemente lasciati guidare.

In particolare Crazy Boy è stata la prima canzone che abbiamo scritto insieme, prima ancora di avere la band al completo.

Adesso indossate un paio di comode scarpette, mettete le cuffie e sui tempi di Revolushhhh iniziate a correre senza fermarvi mai. Dove vorreste arrivare?

Sembra banale come risposta, ma in realtà il solo fatto di esser qui a correre, e poter portare in giro la nostra musica per noi significa molto.

In autunno uscirà il nostro secondo disco, che abbiamo da poco finito di registrare con il nostro amico El Martu dei Malemute Kid (che è ormai il nostro studio mobile di fiducia).

Staremo a vedere, intanto la risposta migliore per noi la può dare Forrest Gump: Quel giorno, non so proprio perché decisi di andare a correre un po’, perciò corsi fino alla fine della strada, e una volta li pensai di correre fino la fine della città […] Corsi fino all’ oceano e, una volta lì mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui tanto vale girarmi e continuare a correre, quando arrivai a un altro oceano, mi dissi, visto che sono arrivato fino a qui, tanto vale girare di nuovo e continuare a correre; quando ero stanco dormivo, quando avevo fame mangiavo, quando dovevo fare … insomma, la facevo !

943659_489989304407677_1417903252_nSi sa, per un gruppo, l’apoteosi è nei live, nei fans che urlano e intonano i brani. Dove possono trovarvi i nostri ascoltatori per apprezzarvi di persona?

Il 18 giugno suoneremo al Cafè Liber di Torino insieme a Garrett Klahn (Texas is the Reason) e ai Clever Square. Siete ovviamente tutti invitati!

Come mancare? Relics c’è, e ci sarà sempre, pronta a parlare di ragazzi, con sogni molto simili ai nostri, sempre pronti a correre e rischiare tutto per la loro più grande passione.

Naturalmente, noi siamo in giro, sempre con le orecchie attente alle minime variazioni di frequenze!


Commenti

Click here to connect!