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Versailles – VRSLLS EP (Nufabric, 2014) di Silvano Annibali

Fresco fresco di stampa, arriva questo schiaffo post punk dei Versailles, un EP che lascia il segno! Sette tracce minimaliste che sfrecciano come treni diretti sui binari del punk più estemporaneo e verace, il garage rock, la new wave, lo stoner rock. I Versailles sono Manu Magnini ( voce e chitarra) e Damiano Simoncini ( alle percussioni), che anche se solo in due fanno veramente tanto casino, e lo fanno con cognizione di causa. A Summer Pain è affidata l'apertura esplosiva dell'EP, si tratta di uno dei pezzi sicuramente più d'impatto, un punk sparato che si contorce senza tregua…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Go punk!

Voto Utenti : 3.22 ( 6 voti)

VersaillesFresco fresco di stampa, arriva questo schiaffo post punk dei Versailles, un EP che lascia il segno! Sette tracce minimaliste che sfrecciano come treni diretti sui binari del punk più estemporaneo e verace, il garage rock, la new wave, lo stoner rock. I Versailles sono Manu Magnini ( voce e chitarra) e Damiano Simoncini ( alle percussioni), che anche se solo in due fanno veramente tanto casino, e lo fanno con cognizione di causa.

A Summer Pain è affidata l’apertura esplosiva dell’EP, si tratta di uno dei pezzi sicuramente più d’impatto, un punk sparato che si contorce senza tregua e si impregna di sonorità garage. (T)rap to the E.Y.A.H. cambia registro e ci propone un irresistibile stoner blues con un cantato rap, un ritmo ballabile e una cantilena allucinata ed ossessiva che si stampa in testa come fosse un canto tribale. Honey, we’re ready to funck! è invece un breve stoner rock’n’roll seguito da Everybody talks for free, altro bel pezzo rock’n’roll che non sfigurerebbe nel repertorio degli Stooges. Poi arriva Find the enemy, riparte il treno, c’è elettricità, rumore, ma anche un riff accattivante e una voce meno graffiante e più melodiosa; il ricordo arriva, tra gli altri, ai primi Jam di Paul Weller. Il furore non accenna a concedere tregua ed ecco allora che parte il pezzo più propriamente punk: Blah blah blah; c’è tutta l’energia irriverente che fu dei Sex Pistols, seppur molto più minimale ed essenziale, fino ad arrivare ai Dead Kennedys. La conclusione è affidata a Bring the noise, e si passa dal pogo alla danza disco-new wave; una bella traccia noise rock che se fosse condita da suoni elettronici e remixata da un abile dj potrebbe addirittura diventare un riempipista in discoteca…

Il duo di Pesaro ha prodotto un gran bel disco, senza strafare e senza sbavature o cadute di qualità. Assolutamente consigliato a chi cerca la sostanza e non la ridondanza.

Tracklist:

01. Summer Pain
02. (T)rap to the E.Y.A.H.
03. Honey, we’re ready to funck!
04. Everybody talks for free
05. Find the enemy
06. Blah blah blah
07. Bring the noise


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