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Arctic Monkeys live @ Pistoia Blues 2014 (Testo di Valentina Cipriani)

thekills7Si è da poco conclusa la 35° edizione del Pistoia Blues Festival, e lo ha fatto con un bilancio da record: oltre 46.000 presenze spalmate su otto serate. La più attesa era senza dubbio l’ultima, che ha visto The Kills e Arctic Monkeys esibirsi in una delle due uniche date italiane.

In 8.000 sono accorsi da tutta Italia per assistere ad un live dalle alte aspettative. I più affezionati si sono piazzati davanti ai cancelli fin dal mattino e hanno atteso per ore sotto il sole cocente per vedere da vicino i loro idoli. Tante, troppe, le teenagers ricoperte di scritte inneggianti il loro amore per Alex e compagni, pronte ad urla isteriche e lanci di reggiseni sul palco.

thekills19Manca poco all’apertura dei cancelli e già si sentono boati salire dalla folla trepidante. Mentre aspetto che entrino i The Kills mi guardo intorno e mi accorgo di quanto sia variegato il pubblico: dalla tredicenne accompagnata dai genitori al quarantenne, anche se la componente dominante è quella delle teenagers in calore. Mi domando quanti dei presenti sappiano chi siano i The Kills.

Ti rendi conto che c’è qualcosa che non va quando ancora prima che inizi il concerto senti la gente intorno a te che dice: “stai attento, mi vieni addosso”, “basta con questa birra, mi bagni”, “questi giovani dovrebbero vergognarsi”. Cari signori, gli spalti li hanno fatti apposta per voi. Anzi, i concerti di Renato Zero. Qualcuno non regge e si allontana dalle prime file, oppure sviene facendosi portare via dai soccorsi. La depressione mi sale quando tra le scritte sul corpo di una ragazza ne vedo una sbiadita dalla sera prima: LIGA. Perfetto.

Sono le 20,30 e finalmente Alison Mosshart e Jamie Hince salgono sul palco con tutta la loro potenza. Si percepisce una forte sintonia tra i due, e il risultato è notevole: una vera e propria scarica di adrenalina che scalda il pubblico. Dopo quasi un’ora i The Kills lasciano il palco per gettare gli astanti in un limbo di attesa che sembra interminabile.

AM7Poi finalmente alle 22,00 la band di Sheffield entra in scena nell’acclamazione generale. Giacca rosa confetto e ciuffo impomatato, Alex Turner si muove sul palco come un moderno Elvis, mandando in delirio le fan accanite. Ad aprire le danze è Do I Wanna Know?, singolo estratto dall’album omonimo, che proporranno quasi per intero. La folla si infiamma su Brianstorm, accennando a un pogo che però non partirà mai veramente durante l’intero concerto.

La scaletta scivola via tra brani nuovi e “classici” tanto attesi come Fluorescent Adolescent, She’s Thunderstorm e I Bet You Look Good on the Dancefloor. L’esecuzione dei brani è impeccabile, ma la band appare quasi svogliata e non coinvolge fino in fondo. Alex Turner accenna qualche ringraziamento in italiano e annuncia l’ultimo brano prima del bis: 505, uno dei momenti più alti della serata.

AM5Il finale è tutto all’insegna dell’ultimo album: One for the Road, I wanna Be Yours e R U Mine?. Durante tutto il concerto il pubblico chiede a squarcia gola Mardy Bum, e prima di eseguire R U Mine? Alex Turner lo accontenta intonando l’intro della canzone tanto attesa. Solo qualche parola, perché al resto ci pensa il pubblico. Il live si chiude nello stesso modo in cui è iniziato, ovvero nell’acclamazione generale, alla quale la band risponde con un elegante inchino degno della giacca di Alex Turner.

Setlist:

Do I Wanna Know?
Snap Out of It
Arabella
Brianstorm
Don’t Sit Down ‘Cause I’ve Moved Your Chair
Dancing Shoes
Crying Lightning
Knee Socks
My Propeller
I Bet You Look Good on the Dancefloor
Library Pictures
Fireside
No. 1 Party Anthem
She’s Thunderstorms
Why’d You Only Call Me When You’re High?
Fluorescent Adolescent
505

ENCORE
One for the Road
I Wanna Be Yours
R U Mine?

Foto di Gabriele Acerboni

Ringraziamo Davvero Comunicazione per la collaborazione


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