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Cheyenne Last Spirit – Il Giardino del Tempo (Areasonica Records, 2013) di Raffaele Battilomo

Dopo Maestrale, il primo disco del 2010 interamente autoprodotto, e dopo più di due anni di esperienze live importanti esce il secondo lavoro in studio dei Cheyenne Last Spirit, Il Giardino del Tempo, per l’etichetta bolognese Areasonica Records. La giovane band sarda mette in mostra uno stile vario, ad ampio spettro, con ottime idee in fase d’arrangiamento e un appeal melodico non sempre banale. Di grande spicco in tutte le tracce è l’evidente legame all’amata terra sarda, raccontata con un tono totalmente bucolico, facilmente individuabile nella traccia iniziale, un intro che ricorda quest’atmosfera tipica e rarefatta. La base di…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Rockbucolico

Voto Utenti : Puoi essere il primo !

06.12-cheyenne1Dopo Maestrale, il primo disco del 2010 interamente autoprodotto, e dopo più di due anni di esperienze live importanti esce il secondo lavoro in studio dei Cheyenne Last Spirit, Il Giardino del Tempo, per l’etichetta bolognese Areasonica Records.
La giovane band sarda mette in mostra uno stile vario, ad ampio spettro, con ottime idee in fase d’arrangiamento e un appeal melodico non sempre banale.
Di grande spicco in tutte le tracce è l’evidente legame all’amata terra sarda, raccontata con un tono totalmente bucolico, facilmente individuabile nella traccia iniziale, un intro che ricorda quest’atmosfera tipica e rarefatta.
La base di questo racconto è rock, alimentato da energia auto sostenibile, come per esempio ne la mia energia dove i riff più aggressivi colorano i toni di queste loro armonie eteree.

La canzone del Poeta  è forse uno dei miglio­ri brani di tutto il lavoro, riuscito sia musicalmente, sia con la critica verso un panorama di gene­rale superficialità.
I Cheyenne cercano di fare loro le culture dei Timoria di Viaggio senza vento e dei Subsonica degli esordi, che fanno sempre capolino fra le note dell’album. Questo fattore, sebbene renda un po’ meno originale la proposta musicale, tuttavia riesce a renderla alquanto interessante e ci rimanda ad una ulteriore valutazione in un futuro album in cui i temi più importanti saranno scritti, magari, da una penna più esperta.
Il lavoro di questi ragazzi scorre in maniera fluida con una gradevolezza pop da non sottovalutare.

Tracklist:

1. L’inizio

2. Le nostre paure

3. La canzone del poeta

4. Il giardino di Bianca

5. Canzone del 68

6. Il viandante

7. Maestrale

8. Tutto normale

9. Le lucciole

10. E fa male

11. La mia energia

12. Nero il lavoro, bianca la morte

13. La fine


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