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Erlend Øye @ Villa Ada – Roma incontra il mondo, Roma (Testo e foto di Silvia Protano)

DSCF4201Quanti aspetti convivono nella (rossa) testa di Erlend Øye? L’Erlend più conosciuto è ovviamente il componente dei Kings of Convenience, che già lo scorso anno Relics ha seguito nella data a Villa Ada – Roma incontra il mondo (qui il report del live dello scorso anno), quello che invece torna a suonare nella stessa cornice a distanza di un anno ma in veste di solista, sembra essere l’insieme di tutte le sue possibili personalità.

Ad aprire la serata ci sono i Fitness Forever, gruppo napoletano di musicisti provetti, allegri ed amanti di sonorità e arrangiamenti ye-ye quanto, se non più, di Øye stesso, che li ha ascoltati ballando dietro le quinte e controllando l’acustica in mezzo al pubblico. Dopo la lunga ma piacevole introduzione, i Fitness Forever torneranno più tardi sul palco per suonare più di un pezzo con lo stesso Øye, a dimostrazione che l’intera serata, cui purtroppo era presente meno pubblico di quello che avrebbe meritato, si è svolta all’insegna di un principio differente dal solito “artista che si esibisce rigidamente per il pubblico pagante”.

Sul palco, per l’appunto, tutti i vari aspetti dell’Erlend Øye musicista: in primis la naturale predisposizione ai suoni acustici, vista anche la formazione dei The Rainbows che lo accompagnano (basso, chitarra acustica e flauto traverso). Poi l’aspetto più esplicitamente creativo, a ridosso dell’uscita di un album solista il prossimo ottobre, dal titolo Legao e da cui sono stati eseguiti più brani: tra gli altri Fence me in e Bad guy now, oltre allo splendido primo singolo Garota, eseguito insieme ai Fitness Forever. C’è inoltre l’Erlend Øye componente degli ormai disciolti The Whitest Boy Alive, progettoDSCF4236 indipendente tedesco dedicato alla musica dance ed elettronica: da quella iniziativa sono venute infatti 1517 e Upside down. Øye vive poi da due anni a Siracusa, parla italiano con scioltezza e compone anche nella nostra lingua (meglio di tanti autori italiani, sì): oltre alla celebre La prima estate, questa sera hanno avuto la loro parte anche Sosta vietata (di nuovo con i Fitness Forever) e l’adorabile Dico ciao. A conferma dell’immersione del norvegese nella nostra tradizione musicale, e nello specifico in quella più deliziosamente anni sessanta, sono arrivate nell’encore le esecuzioni con sola chitarra e voce di Sapore di sale e di E la chiamano estate, quest’ultima su esplicita richiesta del pubblico. Nello spirito del Festival che lo ospita, inoltre, il norvegese Øye ha presentato in italiano l’islandese (e barbuto) Sigurður Guðmundsson, componente del gruppo reggae Hjalmar con cui Øye ha registrato il nuovo disco, oltre che dei The Rainbows, che ha eseguito un pezzo molto affascinante nella sua lingua madre. Più world music di così si muore.

Probabilmente è per frullare così tanti interessi, contaminazioni e suoni che Øye balla in continuazione con le movenze che hanno reso celebre il videoclip di I’d rather dance with you dei Kings of Convenience, ed è forse per mantenere le buone vibrazioni che dopo il live Erlend scende tra il pubblico e fa cenno a tutti di seguirlo sulla pista di Villa Ada. E’ così naif che è impossibile non innamorarsene, e se anche il pop acustico non è esattamente il vostro genere, andate a vedere un suo live appena capiti dalle vostre parti, o di uno dei suoi molteplici progetti: vi sfidiamo a non muovere almeno testa e mani al ritmo delle sue melodie, a non partecipare attivamente al live e a non tornare a casa con una sensazione di leggerezza e buonumore. Insomma, come ebbe a dire un anonimo spettatore tra la folla accorsa ad applaudire i Kings of Convenience alla Cavea dell’Auditorium Parco della Musica nell’estate del 2010: “Daje Roscio!”


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