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Mastodon – Once More ‘Round the Sun (Reprise Records, 2014) di Emanuele Genovese

Once more round the sunChi conosce i Mastodon lo sa: quel mix di sludge e prog, quell’aggressività dei primi lavori che si è andata via via limando arricchendosi di fini soluzioni melodiche, grazie soprattuto a Brent Hinds, hanno fatto sì che fossero sufficienti poche note per identificare un pezzo della band di Atlanta.

Non sono molti i gruppi che possono vantare un sound distinguibile al punto di essere considerato un “marchio di fabbrica” e per questi il rischio di essere etichettati con la classica frase “fanno sempre le stesse cose da anni!” è sempre dietro l’angolo.

Tra gli album da studio dei Mastodon, Crack the Skye è quello in cui la band ha cercato di evolvere il proprio stile musicale, unendo lo sludge-hardcore di Leviathan e Blood Mountain con il prog metal ottenendo un risultato originale e d’impatto. The Hunter purtroppo non ne è stato un degno successore, si è cercato di compensare la mancanza di spunti compositivi con la tecnica strumentale di Hinds e Dailor, quest’ultimo trascinatore alle pelli per tutto il disco. Ne esce così un lavoro mediocre, con pezzoni alternati ad altri abbastanza anonimi più adatti ad una raccolta di b-sides che ad un album da studio.

A distanza di poco più di due anni arriva questo Once More ‘Round the Sun e il passo in avanti rispetto al lavoro precedente è evidente. Pur non essendoci novità dal punto di vista del sound, è un album coerente che non suona come una raccolta di singoli, impressione che si aveva ascoltando The Hunter. I pezzi si susseguono in maniera efficace permettendo all’ascoltatore di godersi appieno la grinta dell’open track Tread Lightly, l’orecchiabile ritornello di The Motherload, i ritmi serrati di High Road e di Chimes at Midnight. Asleep in the deep vede la collaborazione con Isaiah “Ikey” Owens, tastierista storico dei Mars Volta, mentre in Feast your Eyes l’intro di Hinds spiana la pista al drumming di Dailor che sfrutta appieno tutte le sfumature timbriche dello strumento, permettendo al brano di candidarsi come uno dei momenti migliori dell’album. Tra i brani che ci portano alla chiusura dell’album spiccano in positivo Halloween e in negativo Aunt Lisa, penalizzata nel finale da un coretto femminile delle The Coathangers (punk band di Atlanta) che, oltre ad essere un po’ banale nel testo, poco si sposa con il resto del brano. La conclusiva Diamond in the Witch House è un grande deja vu: nella parte finale, con la voce inconfondibile di Scott Kelly e con quel ritmo post-metal, si potrebbe avere l’impressione di ascoltare un brano dalle takes di A Sun That Never Sets dei Neurosis. E qui possiamo tornare a bomba sull’argomento con cui abbiamo iniziato la recensione: alcuni gruppi hanno un sound particolare che li contraddistingue da tutti gli altri ed anche quello dei Neurosis rientra in questa categoria e Diamond in the Witch House lo dimostra brillantemente.

Dall’ascolto di Once More ‘Round the Sun emerge però un problema che i Mastodon si portano appresso da anni: la voce. Nonostante cantino in due, Sanders e Hinds, in realtà non ne fanno uno buono. Seppur dotati di una timbrica e uno stile adatto al genere, entrambi hanno una estensione limitata e nei brani dove osano di più il risultato non è sempre soddisfacente. Per chi ha avuto modo di ascoltarli live non è una novità.

Tiriamo quindi le somme dicendo che con Once More ‘Round the Sun i Mastodon si riprendo alla grande dal mezzo passo falso di The Hunter. E’ un buon album, studiato nei dettagli e con un sound granitico e sempre tirato, anche se non raggiunge il coinvolgimento e la bellezza di Crack the Skye. Nonostante il bagaglio tecnico dei componenti del gruppo, non si è mai al cospetto di soli ipertecnici fini a se stessi, bensì il tecnicismo è strumento per soluzioni melodiche di effetto sempre coerenti col contesto del brano. Anche se non è un album ostico, necessita di qualche ascolto per entrarne nell’ottica, sopratutto per chi non conosce i lavori precedenti della band. Dategli tempo e sarete ripagati.

 Tracklist:

1. Tread Lightly
2. The Motherload
3. High Load
4. Once More ‘Round The Sun
5. Chimes at Midnight
6. Asleep in the Deep
7. Feast Your Eyes
8. Aunt Lisa
9. Ember City
10. Halloween
11. Diamond in the Witch House


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