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Medulla – Camera Oscura (Autoprodotto, 2014) di Fabio Ippoliti

Apri la scatola dei Medulla, ma non tutta. Appogiaci un orecchio. Ci trovi cose carine. Camera Oscura vive ed è intriso di riflessi di ere passate, I Medulla dimostrano uno stile che in sé prende a piene mani atmosfere dark e le mischia con variazioni armoniche veramente azzeccate e godibili: Michele Andrea Scalzo e la sua voce a tratti bassa e modulata è capace di far ricordare mode, cantanti di non proprio ieri. Carlotta Divitini arricchisce con idee molto radicate nel periodo wave ma lavora in maniera eccellente nel modificare i percorsi dei pezzi (elemento di spicco), laddove le pelli di…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Fascinosi

Voto Utenti : 4.85 ( 1 voti)

CoverApri la scatola dei Medulla, ma non tutta.

Appogiaci un orecchio. Ci trovi cose carine.

Camera Oscura vive ed è intriso di riflessi di ere passate, I Medulla dimostrano uno stile che in sé prende a piene mani atmosfere dark e le mischia con variazioni armoniche veramente azzeccate e godibili: Michele Andrea Scalzo e la sua voce a tratti bassa e modulata è capace di far ricordare mode, cantanti di non proprio ieri. Carlotta Divitini arricchisce con idee molto radicate nel periodo wave ma lavora in maniera eccellente nel modificare i percorsi dei pezzi (elemento di spicco), laddove le pelli di Giuseppe Brambilla donano un tiro corposo e creano col basso di Marco Piconese una base ritmica affiatata e scoppiettante ben capace di groove affilati.

Questo secondo disco della band milanese vuole guardare dentro e cercare di affrescare pezzi di anima in fotografie personali. Il disco presenta una produzione fedele, di qualità notevole: ci permette di percepire in maniera netta e definita le idee che i Medulla creano e ci consegnano attraverso l’interpretazione di Scalzo. E’ in gran parte suo il contributo che arriva ad unirsi alle tastiere della Carlotta nel determinare, nei suoi momenti più riusciti, una varietà di timbro al gruppo adoperando un vocabolario stilistico che include parlato e cantato, nell’intenzione di risultare più vario possibile. Questo amministrare sperimentando diverse carte espressive può risultare più a servizio delle dinamiche dei pezzi a tratti (Il Limite) mentre in altre situazioni (La Tenebra, traccia di voce e piano con un appeal profondamente teatrale) arriva a lasciare un po’ colle sopracciglia alzate. Di sicuro la band riesce a confezionare pezzi convincenti, con uscite valide quali La Filastrocca e La Polvere, ma c’è un peso un po’ ingombrante a lungo andare che non rende il decollo di Camera Oscura molto immediato.
Il vero limite alle mie orecchie dei Medulla è stato il voler manifestare in troppe occasioni la maniera un po’ ostentata il loro volere appartenere al filone dark attraverso delle iniezioni forzose e  non sempre opportune di sonorità diciamo “prevedibili”: dosandole in maniera più lieve e accorta (magari aggiungendo il cantato in inglese?) il disco avrebbe sfoggiato una tridimensionalità più completa e  una brillanteza più apprezzabile. Compositivamente e armonicamente la band ha stoffa, Michele ha i suoi bei momenti (come ne Il Complice, gran ritornello!) ma deve fare attenzione a non suonare troppo vintage,  per non camminare sulla lama del nostalgico. Appare chiaro che l’obiettivo della band è quello di apparire in questa maniera ed è questo il percorso che cerca di seguire, ma da quanto ascoltato le potenzialità del combo sono notevoli. Perciò provando ad essere meno soggiogati ad un certo tipo di sonorità ed elaborando in chiave più personale alcune soluzioni, la band potrebbe risultare molto più affascinante di quanto non lo sia ora, nella loro scatola piena di cose di ieri che ricoprono a volte forzatamente intuizioni interessanti, personalissime e moderne.

 

Tracklist
1. La Bestia
2. Il Limite
3.   La Filastrocca
4. La Polvere
5. Il Complice
6. Il Nulla
7. La Maschera
8. La Cenere
9. Il Dubbio
10. La Notte
11. Il Coniglio
12. La Tenebra


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