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Shame – Entropia (Unable Records, 2014) di Raffaele Battilomo

Milano, 1996. Sono passati solo 2 anni da quel 5 aprile 1994, ma come in tutto il mondo, anche qui, c’è chi avverte l’ancora forte presenza dei Nirvana, che difficilmente sarà eclissata e sconosciuta nelle generazioni che di li a poco nasceranno sotto l’improponibile musica pseudo-elettronica. Chi non ha visto nei Nirvana le sonorità della propria band? Chi non si è ispirato a loro per nuovi progetti musicali? Naturalmente non pochi, ma quelli rimasti che, a distanza di una decade, continuano ad inquadrare il loro genere sulle sonorità del Seattle sound sono davvero pochi. Stiamo parlando degli Shame, che convertito…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Entropici

Voto Utenti : 4.28 ( 2 voti)

shame-entropiaMilano, 1996. Sono passati solo 2 anni da quel 5 aprile 1994, ma come in tutto il mondo, anche qui, c’è chi avverte l’ancora forte presenza dei Nirvana, che difficilmente sarà eclissata e sconosciuta nelle generazioni che di li a poco nasceranno sotto l’improponibile musica pseudo-elettronica.

Chi non ha visto nei Nirvana le sonorità della propria band? Chi non si è ispirato a loro per nuovi progetti musicali? Naturalmente non pochi, ma quelli rimasti che, a distanza di una decade, continuano ad inquadrare il loro genere sulle sonorità del Seattle sound sono davvero pochi.

Stiamo parlando degli Shame, che convertito il loro power trio alla dottrina grunge alternative, a distanza di tanti anni hanno dato alla luce un disco tutto distorto e grunge.

Quale musica avrebbe potuto raccontare le ascese e le cadute che contraddistinguono la vita di ogni individuo in balia di caos, frenesia e soprattutto entropia, se non la travagliata e arrabbiata musica grunge? Difficile dirlo, ma la voce ruvida, il distorto della loro chitarra e il basso tormentato unito alla sempre presente batteria, rendono i testi del loro nuovo lavoro, Entropia, incisivi e appassionanti e sempre inglobati nell’armonia che fu, tempo addietro,  di Seattle.

Ascoltando il disco, anche ai meno nostalgici, sembrerà di rivivere quelle sonorità e in voi scaturirà una certa fame, volta all’ascolto dell’intero album sin dalle prime note. Lasciatevi trascinare dalle emozioni che ne scaturiranno e non abbiate paura di perdervi al suon interno perché, in fondo, abbiamo tutti qualcosa di tremendamente travagliato da esternare.

 

Tracklist

1. Falling Through

2. The Burning Flag II

3. Totally Soulless

4. A New Breeze

5. Ricochet

6. Apocalypto

7. Like Cain

8. Coming Back [Extasia]

9. The Dissolving Room

10. Rolling


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