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The/Das – Freezer (Sinnbus Records, 2014) di Simone NoizeWave Vinci

Dunque è il momento della prova del fuoco, della prova su campo internazionale per i tedeschi The/Das. Il duo composto da Anton Feist e Fabian Fenk è al suo primo album, ma la qualità della propria musica ha fatto sì che Promorama si occupasse di loro e li facesse arrivare anche in Italia. Freezer, questo il nome del primo Long Play dei The/Das, fin dalla prima traccia, immerge subito nell'immaginario europeo della musica elettronica. Suoni e visioni che rimandano alla mente i Massive Attack in versione "singolo" o i pezzi meno famosi di Aphex Twin o i The Knife…

Score

Concept
Artwork
Potenzialità

Conclusione : Ambientale

Voto Utenti : Puoi essere il primo !

10418463_694976823889880_1243167705591335538_n[1]Dunque è il momento della prova del fuoco, della prova su campo internazionale per i tedeschi The/Das. Il duo composto da Anton Feist e Fabian Fenk è al suo primo album, ma la qualità della propria musica ha fatto sì che Promorama si occupasse di loro e li facesse arrivare anche in Italia.

Freezer, questo il nome del primo Long Play dei The/Das, fin dalla prima traccia, immerge subito nell’immaginario europeo della musica elettronica. Suoni e visioni che rimandano alla mente i Massive Attack in versione “singolo” o i pezzi meno famosi di Aphex Twin o i The Knife di metà anni zero. A tratti pop e a tratti techno, non lasciano nulla al caso, rendendo l’intero lavoro fruibile a qualunque tipo di orecchio, senza però dimenticare di affondare le mani in suoni sintetizzati aciduli e dissonanti da intenditori, così come è nello stile nu disco.
Frezeer raccoglie a piene mani e si prende il suo spazio all’interno del sound Alternative Dance europeo. Ma è come se mancasse qualcosa.
My Made Up Spook apre l’album con Techno Ambient precisa e godibile,  si scende in pista con un suono via via più dance, più incalzante, più pop, un pezzo da sentirsi d’estate in macchina. Orecchiabilissimo. Ma manca qualcosa. E si rimane un po’ così, come sospesi.

(Under) Miami Waters forse riuscirà a spiegarmi cosa manca? Un pezzo quasi perfetto, nonchè “singolone da lancio del disco”. Si ballonzola e si gode nell’ascoltare suoni matematici, precisi, che fanno godere le orecchie. Dal TripHop, ad un accenno di French House, un pizzico di House teutonica ispirata da quella di fine anni 70 (avete presente i VCMG?). Il pezzo è “personale” ed ispirato alle sciagure leggendarie del Capitano Feist, avo di Anton, pellegrino dei 7 mari e morto sulle coste del Mediterraneo dio solo sa quando.
Parallel Worlds ha altre ispirazioni, che si trovano nella musica Dark elettronica dei primi anni 80. Si iniziano ad intravedere dei tocchi francesi che culminano con Receiver, dove una voce femminile è accompagnata da suoni languidi ed ovattati.

1173815_633471740040389_2057788646_n[1]Ecco cosa manca! Il coinvolgimento di chi lo ascolta. Manca quel calore che lega, anche nei casi quasi disperati, l’ascoltatore con chi si fa ascoltare. Non ha calore, non è coinvolgente. Si relega quasi nella piacevolezza vuota della musica Lounge fine a se stessa, quella da Buddha Bar. A suggerirmelo non è il contesto, bensì questa ricerca di suoni meravigliosi, orecchiabilissi e piacevolissimi, a scapito del carattere. Me ne accorgo mentre mi vengono cose in mente da scrivere. Io non scrivo mai in maniera didascalica stile: traccia 1/traccia 2/ traccia 3/… eppure di questo disco mi viene da parlarne in questo modo. Descrivendo ogni traccia consecutivamente ed in maniera noiosa. Non annoiata, noiosa. Non ha spunti emozionali coinvolgenti, e l’emozione è relegata sotto i suoni. Riducendone l’ascolto quasi ad una “Raccolta Enciclopedica di Suoni Elettronici degli Ultimi 40 Anni”. Un esercizio di stile riuscitissimo, per carità, ma che non crea assolutamente coinvolgimento con il gruppo. Potrebbero chiamarsi The/Das o Fraccazzodavelletri, ma non ti interesserebbe sapere il nome del gruppo, magari lo cerchi su Shazaam, ma poi non te li vai a cercare su Internet, non sarebbe importante. E’ bello da sentire, ma non fidelizza al nome del gruppo.Sono interranti, i The/Das, ma non al punto da attendere l’uscita del nuovo album. Spero in un cambio di direzione.
Tolto questo, come detto, è un grande disco di livello europeo, che raccoglie varie sfaccettature elettroniche per raggrupparle in 8 tracce, mischiandole e rielaborandole fino ad ottenere qualcosa che massaggia dolcemente le orecchie.
Nota di colore: Sul retro copertina del disco vengono riportate la traccia 2 e la traccia 3 invertite rispetto al contenuto del disco.

Tracklist:

1. My Made Up Spook
2. (Under) Miami Waters
3. Parallel Worlds
4. Receiver
5. Operation Of Chance
6. This Place
7. Somebody Is
8. Freezer


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