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Vick Frida – Thisastro ( Frutta Records / Self, 2014) di Silvano Annibali

Musica per il piacere di ascoltare brani suggestivi, ben arrangiati, atmosfere dilatate, ma anche per riflettere sul messaggio che vuole portarci. Questo lavoro dei Vick Frida sa farsi apprezzare, e richiede molteplici ascolti, perché pur essendo la matrice elettronica ed ambient a dominare la scena, ci troviamo di fronte ad autentiche riflessioni sull'attuale dimensione umana e sociale con la quale dobbiamo convivere e dalla quale dobbiamo cercare di trarre le pulsioni positive. Già al titolo dell'album la band attribuisce questo significatO:“Thisastro perché suona come disastro, ma anche come questo astro, e può suggerire che questo astro (la Terra) sia…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Profondità

Voto Utenti : 4.75 ( 4 voti)

Vick FridaMusica per il piacere di ascoltare brani suggestivi, ben arrangiati, atmosfere dilatate, ma anche per riflettere sul messaggio che vuole portarci. Questo lavoro dei Vick Frida sa farsi apprezzare, e richiede molteplici ascolti, perché pur essendo la matrice elettronica ed ambient a dominare la scena, ci troviamo di fronte ad autentiche riflessioni sull’attuale dimensione umana e sociale con la quale dobbiamo convivere e dalla quale dobbiamo cercare di trarre le pulsioni positive. Già al titolo dell’album la band attribuisce questo significatO:“Thisastro perché suona come disastro, ma anche come questo astro, e può suggerire che questo astro (la Terra) sia un disastro. Questa lettura, pur non essendo del tutto oltre le nostre intenzioni, non è quella che vogliamo suggerire. Ci siamo impegnati piuttosto nel sottolineare l’accezione positiva, l’occasione rigeneratrice dell’evento”.

Apre il disco Anche i filosofi, uno degli episodi più significativi e nel quale possiamo apprezzare la collaborazione di Mario Venuti. La voce di Enrico Fridlevski è limpida ed in evidenza rispetto alla musica che la accompagna; seppur melodiosa non si dispiega in un vero e proprio cantato, piuttosto privilegia il racconto in un brano che scivola via godibilmente, con un sound a metà strada tra elettronica, pop-rock e easy listening. Altro pezzo di punta e, non a caso scelto come singolo, è Andata e ritorno. La base sonora è da brano trance-ambient con suoni però mai ruffiani o scontati, ma la vera forza del pezzo è nella voce, che qui è una vera e propria narrazione, e nel testo: il percorso dell’esistenza di un bambino che diventa uomo e ad un certo punto capisce che la sua vita è un processo di liberazione dalla necessità degli altri. Solo nel finale possiamo ascoltare una sorta di “ritornello” musicale cantato in inglese, a chiudere un brano davvero originale e assolutamente godibile, nel quale partecipa come ospite Giovanni Baglioni. Tra le altre tracce menzioniamo l’azzeccata Precipitato insoluto, in cui è ospite Mauro Ermanno Giovanardi, e Figlio del mio tempo, il cui testo è una profonda riflessione esistenziale sulla generazione degli attuali trentenni.
L’album scivola via in un’alternanza di pezzi meticolosamente costruiti con suoni che talvolta si espandono nell’etere, tal’altra risultano graffianti ed essenziali e liriche profonde ed ispirate, intime e filosofeggianti. I Vick Frida stanno percorrendo una strada molto personale, forse hanno saputo interpretare bene l’esigenza del periodo in cui viviamo e tradurla in una musica adulta solo all’apparenza di facile ascolto. E’ un esercizio di stile che riesce a pochi artisti: ci viene in mente Battiato, del quale questa giovane band ha ben metabolizzato la lezione.

Tracklist:

1. Anche i filosofi (feat. Mario Venuti)
2. Il mio sguardo sulle cose
3. Vieni qua
4. Veloci e lenti
5. Figlio del mio tempo
6. Andata e ritorno (feat. Giovanni Baglioni)
7. Precipitato insoluto (feat. Mauro Ermanno Giovanardi)
8. Ultino cielo
9. La stravaganza


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