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Abiku – La vita segreta (Sherpa Records, 2014) di Stefano Capolongo

Sonorità sospese tra Flaming Lips, The Postal Service e The dB's, attitudini shoegaze e dream condite da brevi fotogrammi del'Italia a cavallo tra il beat ed il prog. E' questa la ricetta scelta dai giovani grossetani Abiku per sfornare, il 6 ottobre scorso, La vita segreta, loro secondo album firmato Sherpa Records. Se si parte analizzando l'origine del nome della band, dato che spesso si tiene da parte, troviamo una prima traccia della loro poetica: ABIKU significa, nella lingua Yoruba, 'predestinato alla morte'. Il riferimento è infatti agli spiriti dei bambini morti prima di raggiungere la pubertà. Vita, morte e loro origine, dunque,  sembrano…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Infinito

Voto Utenti : 4.75 ( 1 voti)

a1924407887_10Sonorità sospese tra Flaming LipsThe Postal ServiceThe dB’s, attitudini shoegaze e dream condite da brevi fotogrammi del’Italia a cavallo tra il beat ed il prog. E’ questa la ricetta scelta dai giovani grossetani Abiku per sfornare, il 6 ottobre scorso, La vita segreta, loro secondo album firmato Sherpa Records. Se si parte analizzando l’origine del nome della band, dato che spesso si tiene da parte, troviamo una prima traccia della loro poetica: ABIKU significa, nella lingua Yoruba, ‘predestinato alla morte’. Il riferimento è infatti agli spiriti dei bambini morti prima di raggiungere la pubertà. Vita, morte e loro origine, dunque,  sembrano essere elementi importanti per capire i temi trattati nell’album. Essi erano presenti anche in Technicolor (autoprodotto, 2011), il loro precedente lavoro, dove però unitamente a chitarre ancora più shoegaze e ‘smithsiane’ vi era una componente testuale fatta di amore, cuori urgenti (per dirla alla Jannacci) e nostalgie. A distanza di tre anni, invece, la vita segreta appare come un contenitore di riflessioni intimissime specchiate in un contesto metafisico. Smorzati gli effetti e alleggerite le chitarre si passa ad atmosfere più allungate, frutto di un lungo lavoro di controllo su testo e sul suono e impreziosite da inserti di glockenspiel e toy piano. Lo stesso tipo di controllo si riflette anche nella divisione dell’album in due parti. La prima racconta episodi di vita vissuta e getta luce sul significato de ‘la vita segreta’: la differenza tra vita invisibile e vita reale, per proteggerti dal male che sta in agguato dietro le persiane (Guerra civile) e tratteggia storie che parlano di scenari urbani desolati (Pakistan), di indifferenza storica (Canzone nichilista) e di provincialismo (Qui non succede mai niente) e di come tutto ciò miri a trovare una via d’uscita, magari esterna alla nostra realtà. La seconda parte poi scava ancora più nel profondo. ParsecTema della vita segreta sono i momenti musicalmente più alti del lavoro e richiamano quell’Italia colta e post-beat di cui parlavamo in apertura.
Nella vita c’è sempre, alla fine, qualcosa da inseguire e una volta raggiunto non lo si può più lasciare andare. Il duplice Non andare via che chiude l’album è proprio il completamento di questo legame, che vuole essere consumato su un piano parallelo, magari in una vita segreta. Come recita la traccia, vivetela voi la vita concreta.
La Vita Segreta è un disco accattivante, seducente, colto e ben suonato. La mancanza di qualche singolo radiofonicamente più adeguato è l’unico pelo nell’uovo che possiamo notare in un album quasi perfetto.
Il ‘bocciolo’ che era tale in Technicolor si è schiuso e ha rivelato una delle scoperte più belle del 2014.

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Tracklist:

PRIMA PARTE
1. Guerra civile
2. Canzone nichilista
3. (Dammi una mano) Pakistan
4. Qui non succede mai niente
5. Sommergibile
6. I fantasmi della casa accanto

SECONDA PARTE
7. Fonteblanda
8. Parsec
9. Il tema della vita segreta
10. Otto ore
11. Non andare via (Parte I)
12. Non andare via (Parte II)


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