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Beatrice Antolini – Beatitude (La Tempesta International, 2014) di Emanuele Genovese

CV_AntoliniBeatrice Antolini è stata sicuramente una delle novità italiane più belle del primo decennio degli anni 2000. Catalogare la sua musica è difficile, c’è un po’ di tutto, dall’elettronica alla psichedelia, elementi wave tipici degli anni ’80, pop, ma soprattutto il ragtime, genere protagonista nei suoi primi due lavori Big Saloon (2006) e A Due (2008), in cui la tradizione pianistica della musica dei neri dei primi anni del ‘900 veniva rivisitata e contaminata. Un mix affascinate assolutamente da provare. Ogni album di Beatrice Antolini vive di sonorità diverse saggiamente mescolate che danno vita ad una pozione magica originale e magnetica.

Beatitude esce in questo fine 2014 ed è un album abbastanza trasversale alla carriera della Antolini. Non manca alcun elemento di tutti quelli proposti in passato dall’artista marchigiana e ci regala qualche spunto interessante.

Il brano di apertura, Spiders are not Insects, si regge su una tensione emotiva dettata dagli ipnotici accordi delle tastiere di Beatrice con lo splendido groove del ritornello che è molto di più di un semplice ammiccamento alla new wave.

DNA (Embarassed Face) inizia con un delicato rincorrersi tra piano e chitarra in contrasto alla ritmica dominata dal basso e dall’elettronica. La voce e le tastiere della Antolini rendono il brano nostalgico e sognante prima della tumultuosa progressione strumentale dominata da un un riff di chitarra, tanto semplice quanto efficace, che chiude il pezzo.

Con Vivid, album dello scorso anno, Beatrice ha portato la sua musica verso sonorità più pop, mantenendo però personalità e stando lontana dalla banalità a cui spesso il genere porta. In questa ottica rientrano Dromedarium (Beatitude) e Anyma L. La prima è spinta da arrangiamenti a tratti quasi funkeggianti e da un ritornello molto catchy. La seconda invece è una ballard delicata dove il piano la fa da padrone con chitarra e archi sullo sfondo. Per la costruzione e l’utilizzo dei cori, il brano ci ricorda molto la Tori Amos di fine anni ’90.

Tra questi due brani c’è la vera perla dell’album: With Love. Il pezzo presenta tutti gli ingredienti presenti in Big Saloon: il piano sincopato, la liricità del testo e della voce di Beatrice, finalmente libera di effetti, che colora il brano con momenti intimi e delicati ed altri decisamente più tesi.

Il dizionario Treccani definisce la parola Beatitudine come uno “stato di soddisfazione piena e perfetta, cioè costante e a cui non manchi nulla” ed è esattamente questa la sensazione che si prova ascoltando la beatitudine di Beatrice Antolini: la percezione di stare al cospetto di un’artista consapevole della sua poliedricità, libera da schemi, targhette e compromessi.

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Tracklist:

  1. Spiders are not Insects
  2. DNA (Embarassed Face)
  3. Dromedarium (Beatitude)
  4. With Love
  5. Anyma L


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