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Il Rondine – Può capitare a chiunque ciò che può capitare a qualcuno (La Fame Dischi, 2014) di Stefano Capolongo

Tra il 1978 e il 1980 c'era chi se la prendeva rispettivamente con Vincenzo o Paolo, simboli del potere accentrato della burocrazia e della gretta diffidenza nei confronti della diversità. Erano tempi diversi, tempi in cui il testo di una canzone poteva assumere una valenza sociale molto più ampia e ponderosa rispetto al momento attuale in cui, invece, resta spesso in secondo piano. Il contenuto politico e sociale che in quegli anni permeava, a volte anche involontariamente, quelle tracce oggi si sposta progressivamente su una dimensione più personale e introspettiva, come nel caso de Il Rondine. Vincitore del concorso "Le Canzoni Migliori Le…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Vero

Voto Utenti : 4.23 ( 2 voti)

CoverTra il 1978 e il 1980 c’era chi se la prendeva rispettivamente con Vincenzo o Paolo, simboli del potere accentrato della burocrazia e della gretta diffidenza nei confronti della diversità. Erano tempi diversi, tempi in cui il testo di una canzone poteva assumere una valenza sociale molto più ampia e ponderosa rispetto al momento attuale in cui, invece, resta spesso in secondo piano. Il contenuto politico e sociale che in quegli anni permeava, a volte anche involontariamente, quelle tracce oggi si sposta progressivamente su una dimensione più personale e introspettiva, come nel caso de Il Rondine. Vincitore del concorso “Le Canzoni Migliori Le Aiuta La Fame Seconda Edizione” (2013) dell’etichetta indipendente “La Fame Dischi”, l’artista romano al secolo Claudio Rossetti si è guadagnato, oltre all’ingresso nel roster dell’etichetta, produzione e promozione di ‘Può capitare a chiunque ciò che può capitare a qualcuno’, uscito lo scorso 14 ottobre. Superati dunque Vincenzo e Paolo, Il Rondine se la prende con Sergio, il protagonista della traccia d’apertura Pregiudizio su Sergio che da il la ad un album bianco e nero già dalla copertina, giocato tutto su un dualismo fatto di allegria e malinconia, accelerate e frenate improvvise, rabbia e remissività. E’ lo stesso Il Rondine, intervistato da Relics qui, che ci conferma questa visione: “E’ la contrapposizione di essere un animale con l’articolo al femminile, che diventa al maschile. Come magari nel rapporto che ti fanno i carabinieri, magari scrivono “il Rossetti”, ecco, quindi Il Rondine nasce da questo tipo di contrapposizione che è la stessa che ho messo nel mio album, alla fine. Il sarcasmo di parlare di cose serie in maniera divertente o parlare di cose semplici in maniera più pesante.
La volontà di fare ben c’è tutta e momenti come Mi fido più di me, La fine di uno scarafaggio (citazione a ‘La morte della mosca di Claudio Lolli?), MortoLa settima differenza mescolano scorci urbani a filosofia vestita da quotidianità con arrangiamenti netti e a volte quasi sperimentali. Tanto è lungo il titolo dell’album tanto, a volte, risultano lunghi e prolissi alcuni passaggi: Oggi non è un buongiorno e Oliva, giustapposti lì in fondo alla tracklist posso risultare soporiferi ai meno attenti. Tuttavia, nell’ottica di un sano repetita iuvant, tali reiterazioni contribuiscono a creare un climax ascendente che punta dritto all’orecchio dell’ascoltatore, lasciandolo nella convinzione che Il rondine è un progetto con un potenziale immenso e partito bene già da subito.
Che poi, alla fine, cosa avrà fatto di male Sergio?

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Tracklist:
1. Pregiudizio su Sergio
2. La naturale capacità
3. Mi fido più di me
4. La fine di uno scarafaggio
5. La bolletta del gas
6. Morto
7. In tempo
8. La settima differenza
9. Mi raccomando amici miei
10. Oggi non è un buon giorno
11. Oliva


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