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Ongaku Motel – Ogni strada è un ricordo (autoprodotto, 2014) di Luca Scarfidi

Nel panorama musicale italiano contemporaneo i gruppi validissimi sono migliaia; i gruppi che effettivamente rappresentano, pur nella semplicità, qualcosa di nuovo si contano sulle dita di una mano. Gli Ongaku Motel fanno parte dei primi citati. Il loro primo lavoro Ogni strada è un ricordo è un'opera semplice, lineare, che va dritta a cogliere il significato esistenziale della band (che per artisti emergenti è un passo più difficile di quanto si possa credere). Nella presentazione che il gruppo ha fatto riguardo al proprio lavoro era apparso il termine 'concept', ma sinceramente risulta molto difficile interpretare il CD come tale, cosi come è difficile…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Speranzoso

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10428472_692829207470856_3257581628565741004_nNel panorama musicale italiano contemporaneo i gruppi validissimi sono migliaia; i gruppi che effettivamente rappresentano, pur nella semplicità, qualcosa di nuovo si contano sulle dita di una mano. Gli Ongaku Motel fanno parte dei primi citati. Il loro primo lavoro Ogni strada è un ricordo è un’opera semplice, lineare, che va dritta a cogliere il significato esistenziale della band (che per artisti emergenti è un passo più difficile di quanto si possa credere). Nella presentazione che il gruppo ha fatto riguardo al proprio lavoro era apparso il termine ‘concept’, ma sinceramente risulta molto difficile interpretare il CD come tale, cosi come è difficile accostare l’identità della band ad una ricerca di temi e soluzioni ossimoriche e dolci-amare: risultano piuttosto interpretazioni a posteriori del lavoro che si è fatto, un tentativo di dare un significato più grande di quello che effettivamente viene comunicato. Le qualità del cd sono quelle sopracitate: è concreto, arriva così come è, ed è la cosa migliore.

Ascoltando Ogni strada è un ricordo si viene circondati da un piccolo alone di positività che edulcora, anche se solo per un momento, la nostra visione del mondo, facendolo sembrare ora ingenuo, ora puro. Le 5 tracce si avvolgono delicatamente in dolci progressioni di stampo folk, cantautorale, supportate da un basso sempre presente, che firma e sottoscrive quello che chitarra e voce vogliono dirci. Soluzioni easy ma efficaci anche per la batteria, accompagnata quasi costantemente da un leggero Djembe (o bongo?) che mette un po’ di pepe là dove si richiede. Un disco intelligente, che viene aperto dal brano Le cose che non hai detto che è chiara esemplificazione di quanto si è scritto: strofa che gira su due accordi, qualche variazione di settima, testi costruiti e piacevoli (meno originali di quanto si possa credere), melodia che entra in testa e ritornello accattivante. Insomma la ricetta del perfetto brano italiano. Forse è questo un po’ il limite del gruppo: anche la seconda traccia Le mie paure utilizza gli stessi “ingredienti”. Stesso discorso per il brano di chiusura Elia e Michelle in cui sono ancora padroni i due accordi della strofa e il ritornello easy-listening. Insomma dai, di queste canzoni se ne sentono a miliardi, sono la brutta copia di gruppi ben più prestanti a cui il nostro trio milanese fa chiaro riferimento: I Ministri, I Cani, sprazzi di Verdena, Luci della Centrale Elettrica a palate. Ma la cosa che fa più arrabbiare degli Ongaku Motel sono il terzo e il quarto brano, rispettivamente Ogni strada è un ricordo e Settembre: queste due tracce rivelano che la band è tecnicamente fortissima, strutture più complesse, strofe che vengono ‘battute’ da una chitarra vagamente slap e percussiva e una batteria che non smette di colpire; un basso killer, ma melodico, voci intelligenti, complesse ma che rimangono. Questi sono gli Ongaku Motel che vogliamo! Quelli che possono dire la loro in un panorama che sta tendendo all’appiattimento. Il gruppo può fare tanto, tantissimo. Quest’album è solo l’inizio, stavano prendendo solo le misure… ma li risentirete.

(Nota dell’autore: Il brano Ogni strada è un ricordo ha portato via parte della mia esistenza: ho perso circa due ore a spulciare la discografia di Baglioni per trovare il brano che, forse inconsapevolmente, avete ripreso. Beh l’ho trovato: E Adesso la Pubblicità. Vi benedico.)

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Tracklist:

1. Le cose  che non mi hai detto
2. Le mie paure
3. Ogni strada è un ricordo
4. Settembre
5. Elia e Michelle


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