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Colapesce + Simone Olivieri @ Teatro Quirinetta (di Stefano Capolongo, foto di Silvia Protano)

DSCF5162_editedA sentire la sua musica, Lorenzo Urciullo da Solarino in arte Colapesce te lo aspetti come un tipo timido e riservato. Un po’ forse lo è, ma non di certo quando sale sul palco. Al teatro Quirinetta di Roma va in scena una tappa del tour promozionale di Egomostro, il nuovo album dell’artista siciliano. In apertura spazio al giovane Simone Olivieri, promessa dell’etichetta romana New Sonic Records che promuove Apoteke, il suo nuovo lavoro da solista. Atmosfere ora oscure ora distese, luoghi mistici e romantici, voce e chitarra per una mezz’ora di rock acustico che conferma le doti del cantautore romano. Unica nota stonata si rivela proprio il pubblico, rumoroso e irrispettoso nei confronti dell’opening act.
Con l’arrivo della band di Colapesce cambia anche l’atmosfera. I quattro, tutti abbigliati come AdrianDSCF5143_edited
Belew nel video live di Elepant Talk (e perfettamente in tinta con l’artwork dell’album) sparano immediatamente l’accoppiata Entra pure/Dopo il diluvio, opener del nuovo album Egomostro.
Nonostante appaiano chiari sin da subito i problemi di illuminazione del palco e di acustica del locale, lo spettacolo offerto appare subito di livello con una band in forma e un Colapesce ormai completamente calato nel ruolo di artista di mestiere. Egomostro è l’esplosione di colore che infiamma la platea, la massa critica che investe le coscienze e spinge a riflettere su ciò che di negativo attanaglia il nostro essere profondo. Da ciò se ne può uscire vivi e la chiave ce la da proprio l’artista siciliano eseguendo L’altra guancia: “stavolta non consulto più nessuno, amare basta, e lo faccio a testa alta”. 

L’amore come soluzione, il seme di speranza nella DSCF5127_editeddecadenza è declinato in tre pezzi storici e teneramente intimi: Sold out, Satellite Restiamo in casa.
Superata l’astensione elettronica de Un meraviglioso declino troviamo in Egomostro delle interessanti fughe synth, valorizzate qui da un magistrale Mario Conte che non si tira indietro ad allungare code e strappare applausi, facendo girare la testa alla platea, come nel caso di Brezsny, Passami il pane e Maledetti Italiani in cui lo stesso synth fa da battistrada a una splendida citazione di Toto Cutugno.

Chi assiste ad un concerto di Colapesce ha la fortuna di vivere un cambiamento, un passaggio chiaro: da un seppur personalissimo revival in Un meraviglioso declino è giunto alla sintesi dell’io con Egomostro. Non c’è nulla in questo disco, in ogni sua espressione del volto, in ogni arrangiamento che non parli di Colapesce.

Tracklist:
1. Intro/Entra pure
2. Dopo il diluvio
3. Egomostro
4. Le vacanze
5. Sottocoperta
6. S’illumina
7. Un giorno di festa
8. Brezsny
9. Reale
10. L’altra guancia
11. Mykonos
12. Sold out
13. Oasi
14. Satellite
15. Passami il pane
——–
16. Copperfield
17. Bogotà
18. Maledetti italiani
19. Restiamo in casa


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