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Fast Animals and Slow Kids @Candelai, Palermo (testo e foto di Marco Calò)

fask20Approdano per la prima volta a Palermo i Fast Animals and Slow Kids da Perugia, come loro stessi amano ricordare simpaticamente più volte durante i loro concerti scimmiottando un po le grandi band che amano presentarsi ricordando con orgoglio la propria provenienza. Il tour che li porta in terra siciliana, per una tre giorni di concerto dove calcheranno i palchi di Palermo, Catania e Messina, è quello di Alaska, il loro ultimo e apprezzatissimo disco da poco rilasciato che va ad accodarsi ai precedenti lavori, Hybris Cavalli. La serata è aperta dalla pop-rock band di casa Ciao Beatrice, anche loro da poco in uscita con il loro primo disco dal titolo Problemi Cose. La serata comincia con buona puntualità e il palco è affidato ai Ciao Beatrice che vantano un sorprendente numero di fans tra le prime file impegnate a cantare insieme al cantante i pezzi della band, indubbiamente un buon inizio per la band che porta a casa una buona esibizione. Il tempo di un rapido cambio di palco ed ecco saltare sul palco i FASK che si presentano in pompa magna tra le urla di un pubblico che certo non era dei più folti ma certamente si è fatto sentire interagendo con i 4 di Perugia. La partenza è affidata a Overture al quale fa seguito Il mare davanti Calci in faccia. Tutte provenienti dal nuovo disco. Il live prosegue liscio e violento come un buon whysky, esibizione fask6che vede come protagonista assoluto il leader Aimone Romizi che con la sua simpatia e la sua carica non può non conquistare il pubblico che risponde entusiasta ad ogni sollecitamento del cantante. La scaletta prosegue alternando brani provenienti da Hybris e da Alaska inserendo anche qualche brano del più vecchio Cavalli. I FASK ti conquistano con il loro onesto e sporco rock violento, si riesce a percepire la sincerità di ogni nota e di ogni goccia di sudore, niente fronzoli soltanto buon rock, puro e violento. Aimone continua a saltare da una parte all’altra del palco dando l’impressione di sentirsi imprigionato  ma allo stesso tempo esattamente al suo posto. Da li allo stage-diving il passo è breve ed era solo questione di tempo prima che il cantante gettasse via la sua SG e si lanciasse tra le braccia protese del pubblico durante l’esecuzione di Maria Antonietta.

Una bella serata di buon rock che ha visto una delle future perle del indie-rock nazionale che attualmente si trova in rampa di lancio per il grande salto. Gran merito va riconosciuto a Roberto Cammarata (Waines, Omosumo) per essere riuscito a portare i FASK a Palermo per la prima volta regalandoci un live di quelli buoni.


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