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The Dice – Light up – Autoprodotto, 2015 (di Luca Scarfidi)

Dischi che vanno, dischi che vengono. Sono tanti i cd che passano in una redazione, figuriamoci quelli che passano sott'orecchio di un abituale ascoltatore di musica. Light Up del trio ferrarese The Dice è davvero uno di quei cd che non lasciano nulla. Il gruppo ben si autodefinisce come college rock/California rock che equivale, in breve, a mettersi in estremo pericolo fra banalità ed eccessiva superficialità. Ma andiamo con ordine. Light up è un EP di tre tracce, pochine in effetti, per una durata complessiva di dieci minuti che non lasciano spazio all'ascoltatore per immedesimarsi nel mood giusto o anche solo di immaginarsi nella West Coast fra…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Inconcludente

Voto Utenti : Puoi essere il primo !

thedicecover
Dischi che vanno, dischi che vengono. Sono tanti i cd che passano in una redazione, figuriamoci quelli che passano sott’orecchio di un abituale ascoltatore di musica. Light Up del trio ferrarese The Dice è davvero uno di quei cd che non lasciano nulla. Il gruppo ben si autodefinisce come college rock/California rock che equivale, in breve, a mettersi in estremo pericolo fra banalità ed eccessiva superficialità. Ma andiamo con ordine. Light up è un EP di tre tracce, pochine in effetti, per una durata complessiva di dieci minuti che non lasciano spazio all’ascoltatore per immedesimarsi nel mood giusto o anche solo di immaginarsi nella West Coast fra sole, sabbia e cocktail con ombrellino. Il senso stesso di tal genere musicale è quello di proiettarci in calde e luminose atmosfere. Chiudendo il sillogismo, questo disco ha fallito il suo obiettivo. Non perché sia suonato male o suoni male di per sè, ma è inconcludente. Le soluzioni sonore e tecniche, come detto, sono preconfezionate nel pacchetto -college rock- quindi i tre brani Let them light, Light up Seaside scorrono rapidissimi e anonimi. Avete presente il motivetto che dovrebbe rimanere in testa per giorni dopo aver sentito una canzone estiva? Ecco, qui nemmeno l’ombra (ed è la colonna portante in questa scuola di pensiero musicale). I ragazzi sono anche buoni musicisti e gli arrangiamenti sono curati, manca quel piccolo e gigantesco ‘quid’ che serve a cementare la canzone in testa e far desiderare il mare anche a mille chilometri di distanza o sotto un epocale acquazzone. Da rivedere anche l’inglese un po’ troppo italianizzato, cosi come i testi che si articolano fra rime baciate e assonanze troppo banali per lasciare un segno (light-night; run-fun-one, etc) Le basi per fare bene ci sono, si spera, magari, in un full lenght che metta al centro l’ascoltatore e non la musica. Coachella attende. Questo disco va, il prossimo arriverà.

Tracklist:
1) Let them light
2) Light Up
3) Seaside


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