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Slick Steve & The Gangsters – On Parade (Go Dawn Records, Latlantide, 2015) di Luca Scarfidi

On Parade è il secondo album del supergruppo Slick Steve & the Gangsters, uscito per le etichette Go Dawn Records e Latlandide. Disco dall'identità fortissima che palesa, articolandosi in dieci tracce, la personalità della band bresciana. Il sound pesca a piene mani dalla tradizione rockabilly e dal rock and roll anni '50 che viene intarsiato da una forte attitudine circense. Le influenze spaziano dagli Stray Cats a Chuck Berry, passando, ovviamente, dal king Elvis Presley, ma ciò sarebbe decisamente riduttivo se non si tenesse conto della modernità (e maturità) degli SS&TG che fanno dei sopracitati un canovaccio, una traccia sulla quale ricamare melodie potenti, raffinate…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Compatto

Voto Utenti : 2.7 ( 1 voti)

10991401_934057313300549_6601815180133498059_nOn Parade è il secondo album del supergruppo Slick Steve & the Gangstersuscito per le etichette Go Dawn Records e Latlandide. Disco dall’identità fortissima che palesa, articolandosi in dieci tracce, la personalità della band bresciana. Il sound pesca a piene mani dalla tradizione rockabilly e dal rock and roll anni ’50 che viene intarsiato da una forte attitudine circense. Le influenze spaziano dagli Stray Cats a Chuck Berry, passando, ovviamente, dal king Elvis Presley, ma ciò sarebbe decisamente riduttivo se non si tenesse conto della modernità (e maturità) degli SS&TG che fanno dei sopracitati un canovaccio, una traccia sulla quale ricamare melodie potenti, raffinate e quasi mai banali. Il -quasi- tende a ridimensionare un’opera che è ben lavorata e architettata, ma non manca di essere a tratti autoreferenziale e plasticosa. Nel complesso un lavoro più che valido che merita di essere ascoltato, traccia per traccia, la prima delle quali è My Style (opening night). Per tale brano si potrebbe osare un paragone azzardato e irriverente: l’ascolto infatti suggerisce due linee distinte, una quasi floydiana, nella fattispecie i Pink Floyd di The Trial, dall’altra parte troviamo il rock and roll dal carattere carioca/brasiliano del Willy DeVille di Demasiado Corazon. Interessante. On Parade prosegue con una manciata di altre tracce che permettono all’ascoltatore di prendere confidenza con la poderosa e tecnica voce del frontman Slick Steve, perfettamente calata nel contesto, che ricama melodie meritevoli. In questi brani (Steam whistle, The Heist su tutti) la band si identifica come un alter ego più ordinato e melodico dei Social Distortion, per atmosfere, non certo per attitudine. La traccia numero 6, Spring heeled jack, sembra uscita direttamente dal lettore musicale di Quentin Tarantino: impossibile ascoltare questo brano gustosissimo e non immaginarsi al fianco di Vincent Vega e Mia Wallace fra le ben note scene di Pulp Fiction. Nota di merito per il mastro chitarrista che fin dall’inizio dell’album impreziosisce gli arrangiamenti con assoli di assoluto livello. La traccia numero 10, che chiude questo lavoro, ci regala piccole sorprese: dopo qualche minuto di silenzio sorge una sorta di hidden track che in realtà altro non è che la firma perfetta per un album piacevole. Non mancano, come detto, i difetti: il numero di brani e la compattezza sonora di questo lavoro tendono a viziare l’orecchio; si susseguono poche soluzioni alternative nel corso dei 30 minuti, suggerendo che gli Slick Steve & The Gangsters abbiano sparato tutte le cartucce a loro disposizione nei primi brani. In realtà, la consapevolezza di un genere che non può certo spaziare in maniera indiscriminata unitamente a delle -cartucce- decisamente belle fanno attribuire a On Parade un giudizio più che positivo.

Tracklist:
1. My Stile (opening night)
2. The other side of Town
3. Hollywood fever
4. Steam whistle
5. The heist
6. Spring heeled jack
7. Corkscrew
8. The keeper of the Zoo
9. Voodoo clown
10. Lucky mouse

 


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