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Uno – Too Human (Autoprodotto, 2014) di Daniele Dominici

Definire un gruppo attraverso tre brani è sempre un peccato d'esplorazione. Si rischia di cadere in un grosso buco con sopra un telo di foglie, cogliendo la metà delle caratteristiche peculiari della band che ci attraversa il canale uditivo. Nel nostro caso la fortuna ci assiste: tre brani ma dal sapore prog, quindi pieni e tecnicamente completi. Parliamo dei Too Human, prog metal band romana appassionata e piena di spunti. Tre brani dicevamo, con la promessa di scaturire, in un futuro prossimo, in un concept album. Ottime premesse, insomma. Ma quanto vale questo assaggio di competenze? Presupponendo che nel 2015,…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : PROGRESSIVAMENTE AVANTI

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11295537_855505351151489_4442384077162949753_nDefinire un gruppo attraverso tre brani è sempre un peccato d’esplorazione. Si rischia di cadere in un grosso buco con sopra un telo di foglie, cogliendo la metà delle caratteristiche peculiari della band che ci attraversa il canale uditivo. Nel nostro caso la fortuna ci assiste: tre brani ma dal sapore prog, quindi pieni e tecnicamente completi.

Parliamo dei Too Human, prog metal band romana appassionata e piena di spunti.

Tre brani dicevamo, con la promessa di scaturire, in un futuro prossimo, in un concept album. Ottime premesse, insomma.

Ma quanto vale questo assaggio di competenze? Presupponendo che nel 2015, in un panorama musicale pregno (e anche poco ricettivo come nel caso del nostro Paese) e anestetizzato da variabili infinite, proporre qualcosa di nuovo e valido, sia un’impresa alla stregua della famosa scalata dell’Everest, l’unica strada credibile è rimanere coerenti con le proprie idee, in questo caso al proprio concept. Il lavoro a tal proposito appare unitario, anche se un tantino poco incisivo.

La pietra angolare professata dal gruppo, almeno dal punto di vista tecnico, è la presenza del doppio basso (Dino Olivieri e Antonio Coronato) che, in realtà, rimane la chicca per puristi di cui molti non noteranno la presenza.

Il pregio dei Too Human è mantenersi orecchiabili nonostante il genere d’appartenenza sia decodificato dalle masse come noioso e masticabile soltanto con la dentiera al titanio. Il risultato di queste tre tracce è invece godibile, e i versi cantati dall’ istrionica Martina Cori finiscono per scavare la memoria e per ripresentarsi sotto forma di canticchiata ignorante.

Ma la parte prog? Il concept? Sono presenti e si palesano con un prodotto pulito, senza sbavature, con una sezione strumentistica che difficilmente verrà portata al tavolo degli imputati in un fantomatico processo all’intenzione.  La batteria appare chirurgica (Davide Savarese) ben mixata e a tratti illuminante, chitarra (Corrado Filiputti) e tastiere (Daniel Mastrovito) sono espedienti preziosi per unire i puntini di una figura già ricca. L’apice compositivo? Date un ascolto alla traccia Rise, nothing else matters.

Che dire? Promossi, ma rimandati al prossimo lavoro. Il prima possibile.

Tracklist:

1. Too Human
2. Rise
3. Another Tale

 

 

 


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