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La Colpa – Mentre guardi alla Germania (INRI, 2015) di Luca Frasca

LaColpa_MentreGuardiAllaGermania_CoverSono 13 shot da bere tutto d’un fiato. Sono quei 13 shot al veleno delle serate in cui ci si scava dentro e si tira fuori tutto, ci si guarda intorno e si vuole spaccare il mondo, in barba alle conseguenze del giorno dopo. Questo è Mentre guardi alla Germania, l’album d’esordio de La Colpa, band milanese nuova scommessa di INRI.
Si parte forte, la musica corre e scorre, una scarica adrenalinica esaltante come la sensazione di ebbrezza dopo il primo brindisi, scandito a chiare lettere in Orfani della poetica, la traccia di apertura dell’album. Attenzione però, la realtà narrativa che la band propone è pesante e riflessiva, non si brinda per festeggiare, tutt’altro, in quei boccali traboccanti amarezza e disillusione si cerca il senso di rivalsa. I testi, forse il vero elemento distintivo della band, contribuiscono a tingere di malinconia l’atmosfera, sempre diretti e concreti nei temi che affrontano non si nascondono mai dietro ad effimere licenze poetiche o sofismi poco comprensibili. Il primo ascolto, il più sincero, esalta il sound roccioso e compatto dell’album e lascia immaginare l’energia che la band potrebbe esplodere live: immedesimarsi a saltare sotto il palco fa dimenticare le possibili carenze degli arrangiamenti, comunque sempre funzionali allo scopo e al senso della loro musica. L’album ha l’impatto voluto, specialmente in alcune tracce, ma a lungo andare si fa strada la sensazione che, per restare veramente, per non vivere una serata solo d’istinto e impulsi, ci sia bisogno di qualcosa di più, di una maggiore ricercatezza stilistica, di una varietà nel contesto generale che permetta ai brani più energici di esplodere per non appiattirsi e confondersi, né tra loro stessi né con altre realtà musicali italiane. Ma questo non può essere un problema per un primo album comunque coinvolgente e diretto, da cantare e squarciagola insieme alla band, magari in uno show sotto una romantica pioggia battente. Il problema semmai potrebbe essere nel compromesso, nello sforzo che la band chiede all’ascoltatore medio per seguire e apprezzare tutto il disco, che invece, al contrario, sebbene provi, non riesce mai veramente a scendere a patti con se’ stesso. Ciò che resta, ciò che trasmette per la maggior parte del tempo sono forti sensazioni, ma non ancora canzoni artisticamente compiute, capaci di incidere nel profondo e ritagliarsi decisamente uno spazio. Mentre guardi alla Germania è un disco one shot, che ti colpisce e ti stordisce, da ascoltare in quelle sere dove sale il male di vivere: la musica de La Colpa potrebbe farlo sfogare, con tanti benefici per il fegato.

Tracklist:

1. Orfani della Poetica
2. Scappo di casa torno per cena
3. A meno di noi
4. Il parco giochi migliore del mondo
5. La nostra Guerra
6. La cisterna
7. In centro a New York
8. La resa dei conti
9. Due possibilità
10. Persi di vista
11. La bufala del sentito dire
12. Le nostre Strade
13. La Bomba


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