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Braski Lacasse – So afraid to be alone (autoprodotto, 2016) di Maria Di Gaetano

Braski Lacasse copertinaLa band bolognese dei Braski Lacasse anche stavolta fa parlare di sé. A distanza di due anni dall’omonimo Ep, ritorna con un album spumeggiante che farà non solo saltellare ma anche riflettere su come il rock possa davvero essere una medicina effervescente del nostro vivere quotidiano.

Pensato, curato, divertente e a tratti dissacrante, So Afraid To Be Alone ci rivela la sostanza del rock, un’arma diretta, efficace ma pulita della realtà giornaliera. I Braski Lacasse ci fanno muovere, saltare e quindi divertire con i loro energetici brani, 7 per la precisione, ognuno dei quali con una sua storia e forza. Una forza che invade mente e corpo in un vortice di sensazioni, una forza che ci spinge a riflettere su alcuni degli aspetti fondamentali dell’esistenza i quali, malgrado amari, possono e devono essere superati sempre e comunque. E se questo avviene grazie alla musica, meglio ancora.

Friends, primo singolo estratto, risulta quantomai riuscito nel raccontare l’amara conclusione di certe amicizie offuscate dalla vita stessa o forse dall’opportunismo che spesso rovina tutto. Un brano collocato volutamente e significativamente alla posizione n° 3 quando, ormai rottosi il ghiaccio e abituatosi l’orecchio al sound grezzo ma onesto del disco, siamo pronti per accettare le dolorose confidenze della formazione bolognese. Doveroso quindi soffermarsi anche sui pensieri e le parole che permeano So Afraid To Be Alone, veri e propri microcosmi che fanno dell’esperienza, del lavoro di squadra e del talento compositivo dei Braski il loro filo conduttore.

Un filo di Arianna che ci invita a seguirlo, che ci esorta a non “lasciare i Braski Lacasse da soli”, bensì ad ascoltarli, a cantare a squarciagola le canzoni più punk e a riflettere su quelle più mistiche.


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