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Dade City Days – “VHS” – Swiss Dark Nights, 2016 (di Stefano D’Offizi)

Score

Concept
Artwork
Potenzialità

Rumoroso

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dcd

In questi giorni il ritorno del Vintage ha più o meno contagiato tutti, gustare vecchi sapori di sensazioni assopite, che ci riportano ad un’infanzia spensierata, più o meno felice. Probabilmente a risentirne maggiormente è proprio la nostra (mia) generazione, perfettamente a cavallo tra era analogica e digitale, in grado di legare le due cose indipendentemente dalla qualità dei propri ricordi. Posso dire che ascoltando “VHS” si ha immediatamente l’impressione di tornare allo shoegaze dei primi anni ’90. Immersione totale nel rumore, nel riverbero perenne, chorus pesanti e distorsioni spigolose a completare un disco d’esordio che conta ben dieci brani. Lo stile del trio Bolognese formato da Andy Harsh (voce, synth e chitarra), Gea Birkin (basso, voce) e Michele Testi (batteria e drum machine) mantiene sempre lo stesso tiro, mirando senza troppe remore ai My Bloody Valentine, i più recenti A Place to bury Strangers, ed i meno conosciuti Plan-E, incrociando le atmosfere Dark derivanti dalle prime pellicole di un pittoresco Tim Burton, a suoni elettrici, sospesi nell’elettronica non troppo vintage.
La scelta importante (e coraggiosa) di comporre con testi in Italiano regala sicuramente qualcosa in più agli amanti del genere. Si passa da momenti ballabili e ben ritmati (Preghiere & Decibel) a cavalcate cupe e pesanti (Lunapark) , passando per intermezzi dilatati e sospesi, con voci che si rincorrono in una spirale infinita di echi e riverberi che spesso (alle orecchie meno accorte) confondono le parole, ma che danno corpo ad un disco sicuramente ben fatto.
Il tema principale di questa prima fatica dei DCD sta in uno stato malinconico, VHS è in grado di traghettarti attraverso gli anni, lasciando l’ascoltatore in balia dei Synth che spadroneggiano. Il trio, in circolazione ormai dal 2013, ha già collezionato un buon numero di live in tutta Italia; con l’uscita di questo lavoro ci aspettiamo ovviamente un’impennata di esibizioni.
Siderofobia, Polaroid e l’omonima Dade City Days sono probabilmente i brani più coinvolgenti, in grado di prenderti per mano e guidarti come linee guida che invogliano ad un ascolto più attento.
L’importante è lasciarsi trasportare, fluttuando in quersto mare di rumore tra frequenze dissonanti e riff di chitarre travestite da synth (e viceversa).
In conclusione, per essere un album d’esordio, VHS guarda lontano, lascia ben sperare per un frutto prossimo e magari più maturo; troviamo un’unica piccola sbavatura (a mio parere) nella tracklist, che vede forse brani molto simili troppo prossimi tra loro, ma anche se non tutte le ciambelle riescono col buco, l’importante sta nel sapore, e questo ci è piaciuto!

TRACKLIST:

– Jukai
– Siderofobia
– Luna Park
– Fernweh
– Preghiere & Decibel
– Polaroid
– Slow Motion
– Dade City Days
– Lurex
– Benzedrina

https://swissdarknights.bandcamp.com/album/vhs

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