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Franky’s Head – Intervista di Luca Scarfidi

1460764856_coverxvkixI Franky’s Head sono un quintetto crossover di Roma. Il 16 Aprile è uscito il loro primo album  (recensione QUI). Li abbiamo intervistati per voi.

Ciao ragazzi. Partiamo a bomba: ad Aprile è uscito il vostro primo Full Lenght Francamente; cosa è cambiato rispetto ai vostri lavori precedenti? Perchè, chi non vi conosce, dovrebbe ascoltare il vostro album? Cosa può trovarci?
Francamente può essere considerato il primo lavoro dei Franky’s head, il materiale uscito in precedenza fa parte di un percorso di crescita che dal 2011 ci ha portato a quello che siamo ora, si può dire che siamo più compatti e un po’ più maturi. Chi ascolta Francamente deve tener conto che durante l’ascolto difficilmente troverà una ballata o assoli spietati, il cd è compatto perché mantiene quella linea aggressiva e groovosa dall’inizio alla fine, il tutto accompagnato da testi di riflessione sociale anch’essi con un’intenzione molto aggressiva.

Ma voi con questo album cosa volete dirci ‘francamente’? Se doveste estrapolare un messaggio ultimo, quale sarebbe?
Il titolo dell’album è nato principalmente dal gioco di parole che c’è con il nostro nome, poi si sposa molto bene con i contenuti dei testi in quanto sono per la maggior parte dei spunti di riflessione e di denuncia sociale. Un messaggio molto ricorrente nei testi è sicuramente l’invito che facciamo alle persone a parlare e a pensare con la propria testa e non con quella degli altri, non farsi trascinare dalle mode e impegnarsi costantemente a creare un proprio pensiero.

La vostra attività live è strettamente legata al mondo dei centri sociali. Quale pensate sia la situazione dei centri sociali oggi a Roma? Sono ambienti ancora floridi e ricchi di spunti artistici (e ovviamente sociopolitici) oppure anch’essi soffrono del periodo di decadenza generale che l’Italia sta attraversando?
Definire la nostra attività live strettamente legata ai centri sociali non è propriamente vero. Ci sarebbe una forte intenzione da parte nostra di suonare in live club, ma il problema è il totale disinteresse culturale che i locali mostrano nei nostri confronti. Tra decine di mail senza risposta i centri sociali sono gli unici che in poco tempo ci hanno dato la possibilità di suonare nei loro spazi, senza chiederci nulla. Il CSO Ricomincio dal Faro è uno dei primi spazi che ci ha dato questa possibilità e continua a darcela attraverso il Faro Music Project che oltre ad una jam session libera ha organizzato concerti nei quali siamo stati molto contenti di prendere parte. Siamo anche fedeli alla causa e non ci dispiace suonare, ma al giorno d’oggi gli unici luoghi che ci danno possibilità d13106002_10209143409853243_369289267_oi suonare per voglia e gusto genuino di promuovere cultura sono questi spazi liberati dalle logiche di profitto che, purtroppo, i locali sono costretti a seguire per tirare avanti. Credo che gli spazi sociali essendo autonomi ed indipendenti rispetto alle politiche governative vivano un periodo a parte, non condizionato dalla decadenza di questi ultimi anni. La ricchezza culturale che vivono i centri sociali è strettamente legata a chi sta dietro a queste logiche e alla voglia che c’è di quest’ultimi di promuovere una cultura gratuita alla portata di tutti. In teoria questo ragionamento dovrebbe riferirsi anche ai locali che dispongono di mezzi e possibilità ben oltre di quelli che posseggono i centri sociali, ma che purtroppo sono schiavi di un sistema che offre loro solo musica a basso costo.

Mi allontano dai Franky’s Head. Si sta avvicinando il periodo estivo che sarà ricco di festival e rassegne dalla programmazione quantomeno interessante. Scegliete tre concerti che per voi sono assolutamente imperdibili quest’estate.

Sinceramente non siamo informatissimi, sappiamo che quest’anno al Rock in Roma si verrano proposte vecchie leggende come Iron Maiden, Bruce Springsteen, Gilmour, Duran Duran e il G3 ma sinceramente spendere 80 euro per vedere cose viste e riviste non ne abbiamo voglia penso (soprattutto dopo gli investimenti che abbiamo fatto per il cd). Ti posso dire che alcuni di noi andranno quest’estate a vedere i Gojira a Milano. Come tutti gli anni penso ci affideremo alle rassegne romane più abbordabili come Villa Ada incontra il Mondo, Eutropia e poi si vedrà.

Ultima domanda: quali sono i vostri progetti futuri? In chiusura fateci un saluto!
Il progetto futuro più imminente è quello di promuovere il più possibile Francamente con tutte quelle che sono le nostre possibilità. Sicuramente non smetteremo di andare in sala prove a suonare e a jammare perché è quello che ci piace più fare, piuttosto che stare ad rivestire ruoli di promotori e di management che sicuramente non ci competono. Cercheremo di organizzare un release dell’album e un minitour dopo le vacanze estive in modo che la gente possa venire ai concerti con un minimo di conoscenza dei pezzi. Grazie per l’intervista e per la disponibilità che ci state offrendo voi di Relics, Ciao! FH


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