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Il Distacco – I 17 Lati (autoprodotto, 2016) di Riccardo Perfetti

IlDistaccoCopertinaEPSiamo oggi alle prese con I 17 lati, EP d’esordio della band Il Distacco. La giovane compagine varesina si presenta con una formazione classica: due chitarre, batteria, basso e voce e questo debutto in studio le attribuisce la prima vera e propria identità artistica dopo tante esecuzioni dal vivo. Già dal primo singolo/videoclip Karma si capisce dove i ragazzi vogliano andare a parare. Un sound decisamente grunge che ricorda a tratti anche gli Afterhours per via delle affinità timbriche di Nicolas Donno con l’Agnelli nazionale.
In Odio e amo le cose si evolvono in maniera differente avvicinandosi molto sia per testi che sound ai Ministri della premiata ditta Dragogna-Autelitano.
Si seguita con Lanterne Cinesi nella quale si parla di adolescenza e in generale della difficoltà delle scelte della vita. In praticamente tutti i brani, la band alterna con successo lunghi pezzi lineari volti a mettere in rilievo l’importanza dei testi, ad altri strumentali che fanno bene il loro mestiere nel riempire gli spazi, spesso dopo ritornelli “urlati”.
Musicalmente parlando, l’epilogo La Pace dei sensi non è niente di troppo diverso da ciò che abbiamo sentito finora, se non latore di una maggiore accessibilità delle liriche con meno ermetica e meno metafore.
In conclusione c’è da dire che è difficile manifestare il proprio talento in soli 5 brani. Nel caso de Il Distacco, i ragazzi riescono appieno nell’intento di descrivere se stessi, quello che vogliono fare con la musica e il messaggio che vogliono comunicare. Non ci sono grosse vie di mezzo e, per semi-citare un loro pezzo, o li odi o li ami.


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