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NEWS: Furoris Causa, out il singolo ‘Snow in the Park’

13149985_10208014108903721_765178842_nSegue comunicato stampa non elaborato da Relics, ma che pubblichiamo volentieri per stranezza e simpatia.

Furoris Causa è un’orchestrina di 3 persone: Alberto Capoccitti, Federico Pozzi e Riccardo Pro.
Alberto suona le chitarre e ha lo studio di registrazione casalingo. Canta (se volesse), mette i cartoni animati per Andrea e fa il caffè.
Federico suona il basso e canta. Sorride e parla piano con la ‘r’ moscia che lo riconosceresti pure quando skype fa la voce da alieno.
Riccardo canticchia, fa i cori, tamburella distratto pure in fila alla posta e assaggia le birre artigianali di Alberto.
Tutti e tre hanno l’abitudine di scrivere la musica che suonano e i testi che cantano. Da un po’ mi sa.
Riccardo suonerebbe anche la batteria ma vive a tanti chilometri dagli altri due. Quindi Alberto crea la batteria con il computerino su cui Riccardo canta se passa per Ferentino.
La prima canzone l’ha scritta Riccardo col basso, senza andare molto di qua e di là. Federico invece va un sacco di qua e di là e quindi il basso è meglio che lo suona lui. Alberto prende le chitarre (una alla volta) e non fa “sshhcchriiiiiich…. uaiiiiiizzzzzzggh….”. No. Fa zin-zan-zon tantissime volte e tutte giuste! Riccardo canta ma sembra che sta in un film oppure che parla al bar e poi fa sempre “uuuuuu” e la musica gli gira tutta intorno che è una magia strana. Poi Alberto tira fuori un aggeggio, lui e Federico decidono di chiamarlo “Piano Wurlitzer”. Federico se lo mette sulle ginocchia che però vibrano a ritmo di musica ma lui le sincronizza con le mani e fa “da-din-da-dan” che sembra Stevie Wonder però bianco e ci vede e è di Alatri.
Tra qualche settimana ve la faccio sentire. Sulla loro pagina facebook Furoris Causa o quella di Kutmusic, come vi pare.
Furoris Causa, nella lingua dei nonni dei loro nonni dei loro nonni, significa la “fonte della pazzia”.
Questo primo pezzo si intitola Snow in the Park. Dice che c’è una persona che sta male, è stata dai dottori, niente la smuove, racconta le bugie, diventa magra. Un’altra persona vuole aiutarla ma sembra che non ce la fa. Poi questa gli dice “andiamo a giocare a palle di neve nel parco!” E quella forse guarisce. La canzone non è triste, anzi ti fa muovere le braccia come quando nuoti e la testa come se dicessi sempre “si si si”.
Non si sa fin dove arrivano questi tre strani signori. Però sanno che la strada da fare è come quando vai in montagna e quando la vista si apre fai “uaaa!!”. Vorrebbero un autobus per metterci dentro un sacco di persone che poi fanno “uaaa!!” tutti insieme. Così è più bello.
Yè!


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