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Inquisition – Bloodshed Across the Empyrean Altar Beyond the Celestial Zenith (Season of Mist, 2016) di Francesco Sermarini

inquisition-bloodshed-across-the-empyrean-altar-beyond-the-celestial-zenith-album-2016-cover-artwork-600x600La più grande paura dell’ uomo è certamente l’ignoto. Il non sapere cosa si trova davanti e cosa poterci aspettare a noi ci terrorizza, e sicuramente qualcosa a cui possiamo ricollegare queste fobie primordiali è l’universo.  Nella letteratura questa paura è stata trascritta dal mastodontico H. P. Lovecraft, scrittore americano di fine ‘800 che attraverso i suoi racconti ha descritto orrori che mischiano alla perfezione la fantascienza con l’esoterico, diventando un autore leggendario, ancora oggi insuperabile. Nel mondo dell’arte sono tantissimi gli artisti che si ispirano alla scrittura lovecraftiana, e ovviamente la musica non è da meno. Nel mondo immenso del metal estremo sono migliaia i gruppi che prendono spunto dal lavoro del Maestro. Gli Inquisition non sono da meno, raccontando di galassie e nebulose che nei loro pachidermici movimenti sembrano voler evocare Dei blasfemi attraverso balli più antichi dell’universo stesso.

Questo ultimo Bloodshed Across… è il settimo album del gruppo colombiano, un altro capitolo di una discografia intrisa di pura malvagità e mostruosità. Ormai sono diventati uno dei maggiori esponenti della scena balck metal contemporanea, creando attorno a loro un’aurea quasi leggendaria. Il nuovo album con il quale ritornano sulle scene dopo 3 anni dal precedente, è semplicemente maestoso. Tutto in questo lavoro tenta di turbarci riuscendoci alla perfezione. Fin dall’intro, che ricorda una nenia malvagia, veniamo trasportati all’interno di scenari destabilizzanti da cui non vorremmo mai uscire. Canzoni come From Chaos They Came, Through The Divine Spirit Of Satan A Glorious Universe Is Know o la title track cercano di lacerarci in più modi. La voce del frontman Dagon risulta priva di qualsiasi emozione umana, interpretando una sorta di sacerdote di culti proibiti. La parte strumentale risulta, come eravamo sempre stati abituati, ben costruita, soprattutto per quanto riguarda il guitar work, infatti Dagon ci dimostra di saper sfruttare diverse tecniche e di riuscir ad amalgamarle bene.

Questo disco risulta sicuramente un ascolto obbligatorio per qualsiasi appassionato di queste sonorità, gli Inquisition sono riusciti a creare l’ennesima colonna sonora perfetta mentre si sta per essere risucchiati da un buco nero che ci trasporterà in una dimensione parallela dove esseri mostruosi ci aspetteranno per potersi cibare delle nostre membra e della nostra pazzia.

Tracklist:

  1. Intro: The Force Before Darkness
  2. From Chaos They Came
  3. Wings of Anu
  4. Vortex from the Celestial Flying Throne of Storms
  5. A Black Aeon Shall Cleanse
  6. The Flames of Infinite Blackness Before Creation
  7. Mystical Blood
  8. Through the Divine Spirit of Satan a Glorious Universe Is Known
  9. Bloodshed Across the Empyrean Altar Beyond the Celestial Zenith
  10. Power from the Center of the Cosmic Black Spiral
  11. A Magnificent Crypt of Stars
  12. Outro: The Invocation of the Absolute, the All, the Satan
  13. Coda: Hymn to the Cosmic Zenith


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