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La Griffe – HypnoPop (Autoprodotto, 2016) di John Tag

la-griffe-hypno-pop-cover5 brani ben assortiti compongono l’EP dei debuttanti La Griffe, progetto sviluppatosi a seguito dello scioglimento dei Controverso e formato da Riccardo Vinciguerra alla voce, Daniele Perticaroli alla chitarra e Dj Max Stanzione alla console e sequencer. “Un duo, un trio, una band, un movimento”, come amano definirsi gli stessi protagonisti.
Un suono frizzante, un synthpop essenziale ma caldo, avvolgente e gradevolmente nuovo, una ritmica semplice ma sostanziale nella quale ben si incardinano le parole sono le prerogative di questo primo lavoro, senza nulla togliere a metrica e significato.
Il gruppo si rifà in parte all’electrodance e in parte a sonorità più complesse e ritmi cari ad artisti come Gary Numan ed Howard Jones, strizzando l’occhio anche ai nostri Subsonica e Bluvertigo prima maniera, per poi evolversi autonomamente varcando il confine di territori più estesi che toccano cantautorato, elettronica sperimentale, psichedelìa, techno e house, con una leggera spruzzatina qua e là di pop rock, senza trascurare l’amore per la musicalità dei brani sempre accuratamente arrangiati.
La voce di Riccardo Vinciguerra non colpisce per capacità tecniche o estensioni particolarmente ardite bensì per il sapiente utilizzo nel fondersi egregiamente con il tappeto sonoro. Sempre sul pezzo la chitarra di Daniele Perticaroli, in grado di integrarsi intelligentemente a suoni e percussioni digitali. Da sottolineare il rilevante apporto dei sequencer di Dj Max Stanzione, figura di preziosa esperienza e grande capacità nell’attività di assemblaggio.
Un disco particolarmente eterogeneo, in cui si alternano brani dai sapori, colori e pulsioni diversi. In Deserto è così che il nostro modo di vivere è rappresentato, un’insopportabile solitudine che mina profondamente il nostro animo; Altrove è duro e sposa rock e techno delineando un suono secco nelle timbriche elettroniche, corredato da inframezzi decisamente più orecchiabili e soft. Suoni è estremamente gradevole e di gran lunga l’episodio più classicamente radiofonico. Convince anche Non ti girare, dall’intro psichedelico e i sequencer ultra-cadenzati di Dj Max che ci ronzano nei timpani per poi trasformarsi in pura energia dubstep; menzione doverosa anche per il singolo/video di lancio Where Are you Going?, dal gusto vintage anche per la scelta (azzeccata) di utilizzare voci filtrate nel chorus.
Hypno-Pop è un esordio importante che apre ad un auspicabile e futuro lavoro più completo e complesso che potrà mettere in maggior risalto la personalità di questo duo, trio, band, movimento.


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