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MaveRik – La parte migliore (singolo) – Recensione di Giuseppe Raccagni per Relics Controsuoni

wp_ss_20160609_0001In relazione agli ultimi, tragici avvenimenti accaduti nel Centro Italia restiamo tutti basiti e indifesi di fronte a tanta catastrofe e sofferenza, ignari e spaesati nel dover andare incontro a un futuro pressoché sconosciuto.
Il destino (ironico) mi porta a recensire un cantautore originario proprio dell’Umbria e questo genera nella mia testa un susseguirsi di pensieri e riflessioni a riguardo. Nella fattispecie: come si pone un artista di fronte a tali manifestazioni di tragicità? Sopratutto nell’ambito del cantautorato dove (è noto) le emozioni sono padrone della penna e dello strumento che compongono ogni brano.
La risposta che cercavo l’ho trovata esattamente in La parte migliore, secondo singolo e videoclip di MaveRik, successore di Senza più alibi.
Come un pugno in pieno stomaco, Riccardo Bettelli è maestro nel colpire attraverso la sua capacità interpretativa, la profondità delle sue parole e la ritmica così “facile” ma al contempo avvolgente e calda, come un abbraccio carico d’amore.
Tuffatosi nella carriera da solista dopo una lunga esperienza maturata all’interno di altre band dall’impronta più rock e con all’attivo due album autoprodotti, Riccardo crea il progetto MaveRik come espressione di un nuovo sé, come evoluzione e metamorfosi artistica da sempre celata nel suo cuore ma coltivata piano piano, fino alla piena maturazione.
La parte migliore si presenta di facile, facilissimo arrivo e fin dai primi accordi risulta impossibile non venire rapiti da questa chitarra la cui acustica si sintonizza al battito del nostro cuore; non si può non cadere in malinconia vivendo la storia raccontata nel brano, questa catarsi il cui amore tra i due protagonisti risulta essere tanto profondo quanto impossibile.
Se questa è la premessa, MaveRik merita un posto d’onore nell’albo della musica cantautorale italiana emergente per l’intensità con la quale riesce a provare e far provare emozioni a chi lo ascolta.
Tornando alla mia prefazione ove parlavo del sisma nel Centro Italia, non posso far altro che immaginare un ulteriore salto evolutivo artistico da parte di Riccardo in quanto, come essere umano (e cittadino umbro), resta lacerato nell’animo nel vedere la propria terra così martoriata. Ogni cantautore vive di esperienze proprie e di vissuto che lo circonda, trasmettendo attraverso il suo lavoro la gioia o il dolore più profondi.
Grazie MaveRik, attendiamo la nuova primavera.


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