Home / Dischi / La Scala Shepard – Eureka (Autoprodotto, 2016) di Tiberio Flammia

La Scala Shepard – Eureka (Autoprodotto, 2016) di Tiberio Flammia

Prima di ascoltare Eureka il nuovo album de La Scala Shepard ho avuto la possibilità di vederli dal vivo in una serata in cui si sfidavano con altre band e, in quell'occasione, devo dire che mi sono piaciuti anche se il loro non è il genere che preferisco. Le capacità della band e la bellissima voce della cantante riescono sicuramente ad attirare l'attenzione. Ora ascoltando più volte l'album posso dire di poter confermare l'impressione che ho avuto. Ma, c'è un ma. Gli amanti del genere indie folk, o rock popolare (vedi da Mannarino al Muro del Canto) che negli…

Score

ARTWORK
CONCEPT
POTENZIALITA'

Conclusione : Provocante

Voto Utenti : Puoi essere il primo !
la-scala-shepard-eureka-cover-web-770x693Prima di ascoltare Eureka il nuovo album de La Scala Shepard ho avuto la possibilità di vederli dal vivo in una serata in cui si sfidavano con altre band e, in quell’occasione, devo dire che mi sono piaciuti anche se il loro non è il genere che preferisco. Le capacità della band e la bellissima voce della cantante riescono sicuramente ad attirare l’attenzione. Ora ascoltando più volte l’album posso dire di poter confermare l’impressione che ho avuto. Ma, c’è un ma. Gli amanti del genere indie folk, o rock popolare (vedi da Mannarino al Muro del Canto) che negli ultimi anni ha riscosso un nuovo forte successo, non potranno negare di aver sentito molte altre band che allo stesso modo, negli anni, hanno espresso buona musica. Nonostante le indubbie capacità musicali la band, a mio avviso, non riesce a proporre qualcosa di realmente nuovo.

Alcuni brani infatti strizzano l’occhio, forse anche troppo, a melodie molto orecchiabili portate in auge da Max Gazzè come da Mannarino. Infatti il quarto brano dell’album, Christoph e Dorothea non può non far pensare ad una canzone di qualche anno fa del suddetto Max.

I testi sono interessanti poiché trattano le differenti visioni e quindi i differenti approcci che ogni individuo ha con la società circostante. A mio avviso in molti casi vogliono essere delle provocazioni; ma una provocazione diventa banale se non è ben posta o, peggio ancora, rischia di sfiorare il qualunquismo.

Rimanendo sul tema della provocazione poi, l’ultimo brano, Fine dura sette secondi, due accordi di chitarra.

E’ una provocazione? Giudicate voi!

Tracklist

  1. Su a Berlino
  2. Non ti fidare mai di un artista
  3. Cattivo
  4. Cristoph e Dorothea
  5. Epistola dal mare
  6. Banalmente non ho sonno
  7. Fine


Commenti

Click here to connect!