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Persefone – Aathma (Vici Solum Productions, 2017) di Francesco Sermarini

persefone-aathma-artwork-2016-500x500Persefone: figura della mitologia greca ma anche nome di una delle band metal contemporanee più meritevole e qualitativamente migliore in assoluto. Guardando al passato del gruppo, infatti, non vediamo un solo colpo sotto tono, con dischi come l’ottimo Core, la conferma di Shin Ken e l’esagerazione (in senso positivo) del precedente Spiritual Migration rendono la discografia dei Persefone un punto fisso che ogni appassionato di questo genere dovrebbe ascoltare più e più volte.

I nostri, provenienti dall’Andorra, sono tornati con questo nuovo Aathma, l’ennesimo concept sulla mitologia e le credenze orientali, ma anche l’ennesimo lavoro ben riuscito. C’è poco da dire di nuovo in realtà, chiunque conosca il gruppo sa già a che cosa andrà ad ascoltare, ovvero un progressive death melodico infarcito di incursioni trash, metalcore e symphonic che rendono l’ascolto mai banale e sempre con un certo standard di originalità nel songwriting. La vera peculiarità dei Persefone è che riescono sempre a creare dei lavori divertenti ed esaltanti da ascoltare, ma fruibili benissimo anche senza chiedere la totale attenzione da parte dell’ascoltatore. Non ci sono dei veri e propri momenti singoli da segnalare, l’album è da prendere come un unico blocco composto da tracce lunghe, dove la vena progressiva fuoriesce in tutto il suo splendore, e dalle tracce più brevi che hanno la principale funzione di intermezzo, comunque da non sottovalutare visto che è soprattutto in questi momenti che la melodia prevale. Forse il più grande passo in avanti che rappresenta questo Aathma è da parte dei cantanti Miguel Espinoza e Mark Martins Pia, che nei precedenti lavori non riuscivano completamente a rendere giustizia al climax costruito dalla parte strumentale (soprattutto da parte delle vocals di Pia, molto legate al deathcore). Gli unici due difetti di questo disco sono la quasi mancanza di momenti veramente indimenticabili (che caratterizzavano i dischi precedenti) e dell’utilizzo alquanto discutibile di un ospite d’eccezione come Paul Masvidal (Cynic, Death), il quale canta con un autotune un po’ troppo marcato e quasi fuori contesto.

Insomma, i Persefone si riconfermano come una band che tutti dovrebbero scoprire, visto che, nonostante i continui elogi da parte della stampa specializzata, non ha la visibilità da parte del pubblico che dovrebbe avere. E’ ancora presto per dire se questo Aathma si può candidare tra le migliori uscite metal di questo 2017, e secondo il sottoscritto è un po’ difficile che succeda, ma invito caldamente ad ascoltare questo disco che molto probabilmente non vi deluderà.

Tracklist:

  1. An Infinitesmal Spark
  2. One of Many…
  3. Prison Skin
  4. Spirals Within Thy Being
  5. Cosmic Walkers
  6. No Faced Mindless
  7. Living Waves
  8. Vacuum
  9. Stillness is Timeless
  10. Aathma Part I. Universal Oneness
  11. Aathma Part II. Spiritual Bliss
  12. Aathma Part III. One with the Light
  13. Aathma Part IV. …Many of One 


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