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Spectre – Miami (Industria Records, 2017) di Fadi Musa

Spectre - Miami coverIl torinese Aldo Sulotto, classe 1976, è cresciuto immerso nei suoni anni ottanta, e quella musica gli è rimasta nel sangue anche ora che si fa chiamare Spectre e di mestiere fa il Dj e produttore di musica elettronica. Grande esperto nell’utilizzo del sintetizzatore, Spectre ha nel suo personale pantheon musicale artisti come The Cure, Daft Punk, Nick Drake, Propellerheads e Fatboy Slim, ed ognuno di questi ha influito nella costruzione del suo corpus sonoro creandone l’originale stile. Può sembrare strano l’utilizzo dell’aggettivo (spesso, troppo spesso abusato) “originale” per parlare dello stile di Spectre e invece risulta più che azzeccato. Nel suo album d’esordio Miami, uscito nel 2016, si è dilettato nel creare una miscela che unisse la musica dance anni ottanta con la moderna techno house e synthwave. Il prodotto uscitone fuori è fresco, energico e innovativo, ottenendo un discreto riscontro di pubblico e critica. All’interno di Miami troviamo episodi molto interessanti come Lust, capolavoro dai toni oscuri ed angoscianti, e l’adrenalinica title-track. In attesa della sua opera seconda 1984 movies, la cui release è prevista per il mese prossimo sotto Industria Records, possiamo già dilettarci ascoltando il singolo Paris in anteprima: un buon pezzo, decisamente scoppiettante e pieno di energia, che ci fa ben sperare sulla qualità dell’intero disco.


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