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Bez Yorke – The Black Air (Eclectic production, 2017) di Michele Bacci

I mondi musicali che fa combaciare, forse la parola più adatta sarebbe “scontrare”, Bez Yorke sono molteplici. Per chi come me di natura predilige chitarre distorte e riff duri come pugni nello stomaco, ascoltare The Black Air è stato, oltre ad una scoperta piacevole, un viaggio onirico. Il disco contiene otto tracce. Otto pianeti. Otto visioni. Otto scenografie diametralmente opposte ma collegate, nonostante tutto, da un filo di Arianna che, se seguito, riporta sempre al concetto principale. Sperimentazione. Collegare giri di basso intelligenti e ben studiati, influenzati con molta probabilità a tratti dal buon vecchio Flea a tratti da…

Score

CONCEPT
POTENZIALITA'
ARTWORK

Conclusione : Liquido

Voto Utenti : 4.65 ( 1 voti)
I mondi musicali che fa combaciare, forse la parola più adatta sarebbe “scontrare”, Bez Yorke sono molteplici. Per chi come me di natura predilige chitarre distorte e riff duri come pugni nello stomaco, ascoltare The Black Air è stato, oltre ad una scoperta piacevole, un viaggio onirico. Il disco contiene otto tracce. Otto pianeti. Otto visioni. Otto scenografie diametralmente opposte ma collegate, nonostante tutto, da un filo di Arianna che, se seguito, riporta sempre al concetto principale. Sperimentazione. Collegare giri di basso intelligenti e ben studiati, influenzati con molta probabilità a tratti dal buon vecchio Flea a tratti da Les Claypool, a strutture elettroniche come queste non deve essere lavoro semplice. Come non è lavoro semplice far sì che tutto ciò non risulti “troppo” sperimentale. L’aria che si respira cambia ad ogni traccia, momenti granitici lasciano spazio ad atmosfere talmente liquide che sembrano sciogliersi. Psichedelia, Electro, Funky, Industrial, Dance, e chi più ne ha più ne metta, sono semplicemente colori che Bez utilizza per dipingere le proprie pareti, mescolando il tutto in maniera sapiente. Unico, piccolo, difetto: su alcune tracce sembra ci sia stata meno attenzione per quanto riguarda mix e post-produzione. Tracce che, a mio parere, sarebbero potute essere ancor più d’impatto con qualche altro accorgimento. The Black Air resta nonostante tutto un album visionario. Per gli appassionati del genere credo sia d’obbligo l’ascolto. Per chi invece, come me, viene da altri pianeti, The Black Air può essere senza dubbio fonte di ispirazione e innovazione

Tracklist

1. Boring me
2. Our Love
3. Pure drop
4. Cheerleader
5. Maybe I’m the wind
6. Another World
7. The trick is to be right on Time
8. Money is mine

 


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