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Infernal Angels – Intervista di Simone Re

Nel panorama del black metal italiano gli Infernal Angels occupano un posto di tutto rispetto sia per gli anni di militanza nella scena underground sia per la qualità dei loro lavori, proprio in occasione dell’uscita della loro ultima fatica Ars Goetia abbiamo colto l’occasione per farci raccontare dalla voce del gruppo XeS, passato, presente e futuro della band.

Sono passati circa 15 anni dal vostro debutto, iniziamo quindi con una breve storia della band.

Ave, la band è nata nel 2002, quando io vivevo nella mia terra natia, la Basilicata. Abbiamo pubblicato due demo un EP e quattro album, l’ultimo dei quali, “Ars Goetia”, è uscito nel gennaio di quest’anno sotto My Kingdom Music. Della formazione originale sono rimasto solo io, la line up ha sempre subito molti cambiamenti e per vari motivi non sono mai riuscito a trovare una stabilità, spero però che questa sia la volta buona.

In questi anni i vostri lavori sono sempre rimasti qualitativamente alti, seguite un processo di creazione predefinito?

Ti ringrazio, ma non seguiamo nulla di predefinito. Ascoltando i nostri album troverai sempre delle differenze. Pur muovendoci sempre all’interno di determinate coordinate stilistiche, il nostro black/death ha subito nel corso degli anni dei mutamenti importanti e credo che in futuro ce ne saranno di altri.

Parliamo quindi del nuovo album.

Credo che “Ars Goetia” sia per ora il nostro album più completo e maturo. Abbiamo incorporato all’interno dell’album tutte le nostre molteplici influenze, cercando di creare un insieme più oscuro rispetto ai precedenti lavori. Nell’album si possono trovare momenti più emotivi e melodici e altri più violenti e monolitici, e credo che il risultato sia molto ben equilibrato, ci ha soddisfatto in pieno. Insieme a Mauro Mancinelli nella sua Ulag Zone, abbiamo prestato molta attenzione ai suoni. Mauro è stato molto paziente con noi, lo abbiamo fatto ammattire, ma è riuscito a creare un sound davvero eccellente.

Con “Ars Goetia” avete in parte lasciato certe prerogative dei lavori precedenti per approdare ad un sound più personale. Un’evoluzione cercata o un percorso naturale?

Come dicevo in precedenza tutti noi abbiamo un background musicale differente, quindi ognuno ha portato quello che è il proprio stile alle composizioni. Credo, dunque, che sia stato un percorso molto naturale e spontaneo.

Riguardo la dimensione live, quanto è importante per voi e quali sono in questo senso i progetti futuri?

La dimensione live è molto importante per noi. Credo che solo live si possa davvero apprezzare una band, perché ti fa capire quali sono le vere potenzialità di un gruppo. In studio è sempre molto “facile” creare un suono perfetto, ma in sede live se non sei all’altezza si sente e si vede. Per quel che ci riguarda credo che ci stiamo facendo apprezzare molto in sede live, abbiamo avuto fin ora degli ottimi responsi e questo mi fa piacere, molto piacere. Per ora tra le date fissate abbiamo il 5 Agosto al Magma Pure Underground Festival III a Vinchiaturo(CB) assieme ai Root che festeggeranno i 30 anni di carriera e altre band eccellenti quali Imago Mortis e Black Flame, e ad ottobre parteciperemo al Rites of the Black Mass II in Romania, assieme a Taake, Impaled Nazarene, Gra e molti altri. Per quell’occasione stiamo organizzando un tour che dovrebbe toccare Austria, Slovacchia, Ungheria e Romania.

Trovate la scena molto differente rispetto agli inizi?

XeS: No, per un semplice motivo, in Italia non è mai esistita una scena. Ci sono gruppi validissimi che stimo e apprezzo, ma non si può parlare di scena.


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