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Queens Of The Stone Age – Villains (Matador, 2017) di Mario Orefice

"Today is the day". Inizia con questi versi Domesticated Animals, terza traccia di Villains, e oggi 25 Agosto 2017 è IL giorno che i fan dei Queens Of The Stone Age aspettano da tempo. Esce oggi infatti per la Matador Records il settimo lavoro in studio di Josh Homme & co "Villains" prodotto da Mark Ronson. ..aspettate un secondo.. Mark Ronson? Il produttore di Bruno Mars, Lady Gaga ed Amy Winehouse? Cosa ne verrà fuori, un mix di heavy riffs/funk/dance? No, Villains suona decisamente QOTSA. Leggiamo infatti il nome dello storico sound engineer Mark Rankin nei credits dell'album, ma è…

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POTENZIALITA'
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Today is the day“. Inizia con questi versi Domesticated Animals, terza traccia di Villains, e oggi 25 Agosto
2017 è IL giorno che i fan dei Queens Of The Stone Age aspettano da tempo. Esce oggi infatti per la
Matador Records il settimo lavoro in studio di Josh Homme & co “Villains” prodotto da Mark Ronson.
..aspettate un secondo.. Mark Ronson? Il produttore di Bruno Mars, Lady Gaga ed Amy Winehouse? Cosa
ne verrà fuori, un mix di heavy riffs/funk/dance?
No, Villains suona decisamente QOTSA. Leggiamo infatti il nome dello storico sound engineer Mark Rankin
nei credits dell’album, ma è in un certo senso il disco più dance del lotto. Sono lontani i tempi dei riff
granitici dei Kyuss e del disco omonimo, della follia acida, punk e psichedelica di Rated R e Songs for the
Deaf:
I was born in the desert, May
Seventeen in seventy-three…
Life is hard, that’s why no one survives
I’m much older than I thought I’d be
Feel like a fool, yeah, like a dancing fool, yeah

Homme sin dalla prima traccia mette subito le cose in chiaro e si presenta senza maschera, alla soglia dei cinquanta, avendone viste tante, vissuto al limite, sfiorato la morte… eccolo il villain che non predica buoni sentimenti, che non fa critiche politiche ma che cerca di lasciarsi tutto alle spalle per ballare come uno stupido. Se il tema della maturità è il filo conduttore delle lyrics di tutto l’album, per le musiche è il groove a farla da padrone. Il ritmo è incalzante, il songwriting ispirato, splendida la sezione ritmica basso/batteria:
Feet Don’t Fail Me è forse uno dei migliori opener dai tempi di Feel Good Hit Of The Summer che nel 2000 diede alla band i primi consensi al di fuori dell’underground. Homme gioca con la voce in The Way You Used To Do, un pezzo sì ballabile ma che conserva gli elementi che rendono i QOTSA unici, i bridge robotici, le pause, le voci melodiche e stranianti. Si rallenta per entrare nelle atmosfere diaboliche ed affascinanti di Domesticated Animals sedotti dal tono della voce di Homme che si fa più caldo e profondo, un eargasm che conferma la bontà della produzione. E sembra che sia il violino dell’animale meno addomesticato per antonomasia, il demonio in persona, ad introdurci Fortress, una ballad dominata dallo splendido lavoro ai synth di Dean Fertita, un inno alla speranza ed alla risalita dal buio dove la vita spesso ci fa ricadere.
Se Head Like A Haunted House è il classico pezzo indemoniato QOTSA (per dare il contentino ai nostalgici?), le sperimentazioni continuano con meno successo in Un-Reborn Again, quasi sette minuti dove nel mix fanno il loro ingresso sax, trombe e cori a cappella, e in Hideaway.
The Evil Has Landed sembra esser venuto fuori da Them Crooked Vultures e non ci dispiace affatto, anzi… Troy Van Leeuwen e Josh si divertono jammando in una rock off challenge che ci regala due tra i migliori solo mai scritti dal duo.
Il disco si chiude con Villains Of Circumstance altra ballata già presentata diverse volte live in acustico da Homme che beneficia della produzione di Ronson sfociando in un emozionante crescendo finale.

Insomma non più bad guys ma maturi villains, i Queens non riescono più a stupire (e nemmeno vogliono farlo) ma suonano uno tra i migliori fottuti rock and roll del pianeta.
In Josh we trust.


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