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Mòn – Zama (Urtovox, 2017) di Simona Dan

Se volete fare un viaggio tra sonorità folk, nord europee e pop-rock, allora dovete assolutamente ascoltare Zama dei Mòn - etichetta Urtovox - primo progetto di cinque giovani ragazzi di Roma (Rocco Zilli, Carlotta Deiana, Michele Mariola, Stefano Veloci e Dimitri Nicastri). Non è un caso se questo loro primo album porti il nome della battaglia punica tra romani e Cartaginesi, perché Zama è coraggiosamente indie, poliedrico e audace, soprattutto per l’attuale panorama musicale italiano. Se lo si ascolta attentamente si possono percepire in modo netto le melodie intimistiche dei Sigur Rós, la raffinatezza art-pop degli Alt-J e Glass Animals,…

Score

ARTWORK
POTENZIALITA'
CONCEPT

Conclusione : Eclettico

Voto Utenti : 3.8 ( 1 voti)

Se volete fare un viaggio tra sonorità folk, nord europee e pop-rock, allora dovete assolutamente ascoltare Zama dei Mòn – etichetta Urtovox – primo progetto di cinque giovani ragazzi di Roma (Rocco Zilli, Carlotta Deiana, Michele Mariola, Stefano Veloci e Dimitri Nicastri).

Non è un caso se questo loro primo album porti il nome della battaglia punica tra romani e Cartaginesi, perché Zama è coraggiosamente indie, poliedrico e audace, soprattutto per l’attuale panorama musicale italiano.

Se lo si ascolta attentamente si possono percepire in modo netto le melodie intimistiche dei Sigur Rós, la raffinatezza art-pop degli Alt-J e Glass Animals, il ritmo alternative rock degli Arctic Monkeys, Bastille e Arcade Fire, il tutto contaminato da una forte influenza, nemmeno tanto velata, che rimanda ai Foals.

L’album si apre con la ricercata Lungs, dove l’intreccio delle voci a contrasto di Rocco e Carlotta, si fondono insieme in un continuo crescendo che sul finale lascia un po’ spiazzati. L’originalità dei Mòn, infatti, sta anche nella scelta di una doppia vocalità e di una lingua, l’inglese, che enfatizza testi immediati e non affatto scontati.

Insomma, la sostanza c’è ed è tangibile. In brani come Forest of cigarettes e Fluorescence sembra lampante l’influenza dei Foals, presente sia melodie che arrangiamenti. Si percepisce chiaramente l’ecletticità di questa band in Indigo e Fragments che vede continue variazioni ritmiche, passando vorticosamente dal folk al pop, dal rock fino al math rock – di cui That melts into spring è il brano più rappresentativo.

Ogni pezzo ha una sua peculiare freschezza compositiva e sonora tale da creare una piacevole amalgama, un loop. Al primo ascolto si può rimanere un po’ scettici per via delle tante influenze con band già note, ma i ragazzi sono ancora molto giovani e c’è tutto lo spazio e il tempo per sperimentare. I Mòn con le loro melodie ti rimangono in testa. Non c’è che dire, questi giovani romani sono una ventata d’aria fresca per l’ Indie italiano, perciò tenete gli occhi ( ma soprattutto le orecchie) aperti!


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