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Ufomammut – 8 (Neurot Recordings/Supernatural Cat, 2017) di Francesco Sermarini

Appassionati del doom e delle chitarre “fuzzate” all’inverosimile gioite, i maestri italiani Ufomammut sono tornati. I nostri si sono guadagnati, meritatamente, un certo angolo di prestigio nel panorama del metal nostrano e a quanto pare non hanno nessuna intenzione di lasciarlo a qualcun altro.

Infatti dopo l’acclamato da pubblico e critica “Ecate”, gli Ufomammut tornano con il loro ottavo LP sulla lunga distanza, 8 appunto. Sicuramente l’8 ha una certa rilevanza sul concept stesso del disco, numero che rappresenta l’infinito e l’equilibrio del cosmo. Equilibrio che il gruppo stesso vuole distruggere con otto tracce nelle quali viene proposto un doom psichedelico e terremotante. Appena parte la traccia iniziale Babel, si viene schiacciati da tempi rallentati e suoni distorti fino all’estremo. L’ascolto procede senza un attimo di respiro, passando da momenti dove si viene completamente imprigionati da melodie e ritmiche che paiono durare all’infinito fino a sfuriate sludge acide e annientatrici.

Il disco è assolutamente infernale nei suoni, come detto precedentemente. La sezione ritmica è devastante nel suo continuo intercedere fino alla fine del disco, mentre le chitarre ci regalano continuamente momenti di qualità nei groove, rendendo l’headbanging quasi obbligatorio. Il tutto con piccole incursioni elettroniche che permettono di arricchire il caos creatosi.

Disco consigliato a tutti i fan di gruppi come Electric Wizard, Sleep e Cathedral, che troveranno pane per i loro denti. Consiglio sicuramente l’album anche a chi è novizio a questo sound, anche se sicuramente andrà incontro a diversi muri contro cui sbattersi. Da ascoltare rigorosamente con il volume al massimo.

Tracklist:

  1. Babel
  2. Warsheep
  3. Zodiac
  4. Fatum
  5. Prismaze
  6. Core
  7. Wombdemonium
  8. Psyrcle 


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