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Unreal City – Frammenti Notturni (Autoprodotto, 2017) di Michele Bacci

Un concept album che fin dal primo ascolto ci riporta indietro di 30 anni abbondanti. Sebbene la qualità audio non sia la medesima dei cari anni '70, si sente decisamente l'impatto migliorativo delle tecnologie odierne, i mondi ricreati dalla band ci fanno fare un enorme tuffo nel passato. Un sound moderno quindi ma allo stesso tempo ricco di tradizione sia nella struttura dei brani che nello stile del cantato. Forte il legame con la storica Premiata Forneria Marconi, ma Frammenti Notturni non è solo questo. La suite di apertura La grande Festa in maschera mette subito in chiaro di che…

Score

CONCEPT
ARTWORK
POTENZIALITA'

Conclusione : Curato

Voto Utenti : Puoi essere il primo !
Un concept album che fin dal primo ascolto ci riporta indietro di 30 anni abbondanti. Sebbene la qualità audio non sia la medesima dei cari anni ’70, si sente decisamente l’impatto migliorativo delle tecnologie odierne, i mondi ricreati dalla band ci fanno fare un enorme tuffo nel passato. Un sound moderno quindi ma allo stesso tempo ricco di tradizione sia nella struttura dei brani che nello stile del cantato. Forte il legame con la storica Premiata Forneria Marconi, ma Frammenti Notturni non è solo questo. La suite di apertura La grande Festa in maschera mette subito in chiaro di che pasta sono fatti e le orchestrazioni che si sviluppano nei circa 13 minuti di durata del primo brano sono notevoli e riescono a far scorrere bene questo lasso di tempo, tempo che per le produzioni di oggi equivale a circa quattro singoli. Ad ogni modo i ragazzi sanno il fatto loro, sanno suonare e lo dimostrano senza troppi preamboli in un genere per niente semplice. Un prodotto curato nei minimi dettagli e dove niente è lasciato al caso, un prodotto dove tutto è a fuoco e, come un film, scorre nonostante i continui cambi di scenografia. Un punto sicuramente a loro favore è proprio il riuscire a mantenere i brani in movimento senza mai farli scadere in composizioni forzatamente prolisse, cosa che purtroppo accade spesso in lavori di questo stampo. In un decennio musicale dove ascoltiamo un buon 90% di musica suonata da librerie, campionatori e dove tutto viene sistemato a posteriori grazie alla quantizzazione gli Unreal City sono una boccata d’ossigeno. Per gli amanti del rock progressivo questa è sicuramente una band da tenere d’occhio e da seguire.


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