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Luca Bretta – L’1% (Autoprodotto, 2018) di Alessandro Saragna

Il songwriting nell’era digitale ha sovvertito completamente le dinamiche e gli equilibri che tratteggiano il percorso degli artisti fino a fare conoscere la propria musica. La fase promozionale parte proprio dalla determinazione nel divulgare emozioni e punti di vista cesellati sul pentagramma facendosi spazio nella giungla di followers e fruitori di piattaforme digitali e non più convincendo i discografici con un talento da lucidare come base di partenza. Proprio a questa generazione di cantautori va annoverato Luca Bretta che arriva al suo secondo album dopo l’esordio del 2015 ed i successi su YouTube dei singoli di lancio Love Adventure…

Score

CONCEPT
POTENZIALITA'
ARTWORK

Conclusione : Autoprodotto

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Il songwriting nell’era digitale ha sovvertito completamente le dinamiche e gli equilibri che tratteggiano il percorso degli artisti fino a fare conoscere la propria musica. La fase promozionale parte proprio dalla determinazione nel divulgare emozioni e punti di vista cesellati sul pentagramma facendosi spazio nella giungla di followers e fruitori di piattaforme digitali e non più convincendo i discografici con un talento da lucidare come base di partenza.
Proprio a questa generazione di cantautori va annoverato Luca Bretta che arriva al suo secondo album dopo l’esordio del 2015 ed i successi su YouTube dei singoli di lancio Love Adventure e Basti Tu, ma soprattutto grazie ad un’attività live che ha aumentato il riverbero del cantautore emiliano di nascita e trentino di adozione a livello nazionale.
Il respiro del disco L’1% è ampio, la contemporaneità delle tematiche emerge pur senza la ricerca spasmodica di una poetica raffinata ed il linguaggio è spesso diretto. L’artista propone un ventaglio piuttosto variegato di arrangiamenti con sonorità che strizzano l’occhio agli anni 80 come in Solo per te (Sabato Sera). L’atmosfera danzereccia fa eco al mood che si ripete anche nella sesta traccia, Honey, dove l’approccio in levare tipicamente reggae condisce ed arricchisce nell’insieme il lavoro di Bretta.
Alcuni riferimenti al cantautorato moderno si palesano in Niente da Perdere, quarta canzone nella track-list del disco con il fraseggio che aumenta i battiti ed il sound pop accetta qualche compromesso più energico dando vigore alla canzone. Proprio in questo passaggio si materializza un link con il modo di concepire musica di Daniele Silvestri e nel complesso la direzione variegata che sa passare dalla linea melodica semplice ad un impatto più corposo dà gradevolezza al disco.
Il primo singolo è Love Adventure e sembra racchiudere proprio queste caratteristiche con il pianoforte che sorregge in modo deciso, ma non invadente la struttura della canzone, mentre le parole fluttuano in una ventata di leggera modernità. Un lavoro più maturo rispetto al precedente Disconnesso che segna anche un’inversione nel lavoro in studio dove Bretta cura tutte le fasi nella più classica delle autoproduzioni.


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