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Portal – ION (Profound Lore Records, 2018) di Francesco Sermarini

Portal. Il solo nome fa subito tremare dall’eccitazione tutti gli appassionati di quel tipo di metal avanguardistico e completamente fuori da ogni schema musicale mai esistito. Analogamente alla rivoluzione portata 20 anni fa dai canadesi Gorguts, i Portal si sono sempre caratterizzati per una ricerca sonora quasi unica nella scena, piegando la tecnica millimetrica per costruire un’atmosfera malsana e morbosa.

Quest’ultima ed immensa fatica, la quale risponde al nome di ION, non è da meno; un puro concentrato di malvagità che in appena 40 minuti riesce a destabilizzare l’ascoltatore incauto e a turbarlo. Appena si schiaccia play si viene invasi dai rumori ambientali e inquietanti dell’iniziale Nth, per poi immediatamente venire assaliti dalla successiva ESP ION AGE. Da questo punto non si può più tornare indietro: sarà un continuo susseguirsi di chitarre che suonano accordi mai sentiti prima e che si dilatano all’inverosimile, batterie catacombali nei suoni ma schizofreniche nel loro incedere, voci provenienti direttamente da dimensioni infernali e melodie assordanti ed ipnotiche dal quale si cercherà un qualsiasi spiraglio per poterne uscire.

Come qualsiasi altro disco del gruppo, risulta difficile descrivere a parole le sensazioni che si provano durante l’ascolto. La sua natura primordiale e quasi illogica potrebbe far cadere nello sconforto diversi novizi alla musica dei Portal, ma se siete appassionati di musica estrema e cercate qualcosa di completamente diverso, allora siete sulla retta via.

Tracklist:

  1. Nth
  2. ESP ION AGE
  3. Husk
  4. Phreqs
  5. Crone 
  6. Revault Of Volts
  7. Spores
  8. Phathom
  9. Olde Guarde


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