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Anna Von Hausswolff – Dead Magic (City Slang, 2018) di Giuseppe Grieco

Piccolo preambolo: chi scrive ha conosciuto Anna Von Hausswolff nel novembre 2016. La località era l’Orion di Ciampino e il tour era quello degli Swans, leggende del noise rock. La cantautrice, nata a Göteborg nel 1986, aveva da poco pubblicato The Miracolous, terzo album che aveva riscosso un buon successo di pubblico. Michael Gira, guru americano del rock alternativo, l’aveva voluta con sé nel tour degli Swans ad aprire i loro concerti del tour europeo. A salire sul palco fu una ragazza minuta, dall’aria timida e un po’ spaesata. A cantare fu una dea. Una voce possente e drammatica, sembrò incredibile…

Score

CONCEPT
POTENZIALITA'
ARTWORK

Conclusione : Oscuro

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Piccolo preambolo: chi scrive ha conosciuto Anna Von Hausswolff nel novembre 2016.

La località era l’Orion di Ciampino e il tour era quello degli Swans, leggende del noise rock. La cantautrice, nata a Göteborg nel 1986, aveva da poco pubblicato The Miracolous, terzo album che aveva riscosso un buon successo di pubblico. Michael Gira, guru americano del rock alternativo, l’aveva voluta con sé nel tour degli Swans ad aprire i loro concerti del tour europeo.

A salire sul palco fu una ragazza minuta, dall’aria timida e un po’ spaesata. A cantare fu una dea. Una voce possente e drammatica, sembrò incredibile che venisse da quell’esile figura. Ne fummo coinvolti tutti, dal primo all’ultimo, e non l’ho più dimenticata.

Fine del preambolo, passiamo a Dead Magic.

Successore del già citato The Miracolous, è il quarto della sua carriera e ne prosegue le tematiche, iniziate con Ceremony del 2012. Importante è la figura che lo ha prodotto, Randall Dunn, produttore dei Sunn O))), Marissa Nadler e collaboratore con altri grandi nomi come Wolves in the Throne Room (con cui Anna ha tra l’altro collaborato al loro ultimo album, Thrice Woven), Earth, Tim Hecker.

In Dead Magic si può sentire l’influenza di tutti questi gruppi, dalla sacralità drone di Hecker per passare al metal roccioso dei Wolves, fino al doom dronico degli Earth e dei Sunn O))). Ne risulta un sound dai toni scuri e difficilmente inquadrabile, ma nonostante questo deciso e pregno di personalità, tra sacralità ed esoterismo, carattere accentuato dallo strumento principale, l’organo della maestosa Marmokirken di Copenaghen nella quale la musicista ha registrato tutto l’album, un immenso modello a venti canne.

Le cinque tracce che compongono l’album dimostrano gran compattezza tra loro, già a partire dalla goticheggiante The Truth, The Glow, The Fall, per passare a pezzi come la strumentale organistica The Marble Eye o la monumentale Ugly And Vengeful, suite di sedici minuti e apice del disco, in cui si concentrano tutte le sonorità della Hausswolff, cominciando con un oscuro folk per arrivare a una tribale forma di psichedelia sperimentale.

In conclusione Dead Magic si dimostra una delle migliori uscite discografiche di questo anno, e la raggiunta maturità artistica di questa giovane e talentuosa artista.

Tracklist:

  1. The Truth, The Glow, The Fall
  2. The Mysterious Vanishing Of Electra
  3.  Ugly And Vengeful
  4. The Marble Eye
  5. Källans Återuppståndelse

 


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