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Baustelle – L’Amore e la Violenza Vol. 2 (Warner Music Italy, 2018) di Francesco Sermarini

Nell’ormai lontano 2013, i Baustelle rilasciavano quello che all’epoca era il loro disco ancora attualmente più complesso, ovvero Fantasma. Un disco come quello appena citato, all’interno della discografia del gruppo sienese, risulta essere un lavoro molto ingombrante e che, ancora oggi a distanza di anni, abbastanza discusso fra i fan. Questa piccolissima reminiscenza storica serve per inquadrare meglio L’amore e la Violenza, sia il primo volume uscito circa un anno fa, sia il secondo di cui parleremo più approfonditamente in questa sede.

L’Amore e la Violenza è un totale cambio di rotta, quasi inaspettato dopo i lidi toccati con il precedente Fantasma: le parti sinfoniche e quasi barocche vengono completamente rimpiazzate da un’estetica molto più pop (o “sfacciatamente pop”, come lo stesso gruppo afferma), ma quel pop figlio degli anni ’80, effettivamente in tendenza con lo spirito marcatamente vintage, e un po’ radical chic, che si respira in ogni album dei Baustelle.

L’amore e la Violenza Vol. 2, come da titolo, non vuole che essere un continuo del lavoro precedente, ma forse spingendo di più l’acceleratore sull’amore, che sulla violenza. Infatti è un disco dove il sentimento amoroso è protagonista quasi indiscusso, canzoni come Veronica n. 2, Jesse James e Billy Kid o A Proposito di Lei lasciano poco spazio alle interpretazioni. Nonostante i temi trattati, siamo di fronte ad un disco pop affatto becero, risultando ben architettato e melodicamente “melenso” al punto giusto. Le voci di Francesco Bianconi e di Rachele Bastreghi si susseguono senza intoppi, anzi arrivando addirittura a toccare alcuni dei punti più alti di tutta la storia baustelliana. Certo, non siamo di fronte ad un disco privo di difetti, come le due strumentali Violenza e La Musica Elettronica, la prima forse un po’ troppo lunga per essere un intro, mentre la seconda francamente inutile. Inoltre verso la fine le tracce incominciano ad assomigliarsi più o meno tutte e l’attenzione cade drasticamente.

Tutto sommato però i Baustelle si riconfermano uno dei pochi gruppi “indie” italiani capaci di mantenere una certa qualità nonostante l’aria “intellettualoide” che dà ancora fastidio a parecchi. Per chi non li conoscesse, cosa abbastanza impossibile effettivamente, il primo impatto potrebbe essere quello di star ascoltando dei presunti spocchiosi che si inebriano nel loro modo di fare citazionistico quasi fine a sé stesso, ma con degli ascolti più attenti questo pensiero andrà mano a mano a scemare sempre più.

Tracklist:

  1. Violenza
  2. Veronica, n. 2
  3. Lei Malgrado Te
  4. Jesse James e Billy Kid
  5. A Proposito di Lei
  6. La Musica Elettronica 
  7. Baby
  8. Tazebao
  9. L’amore è Negativo
  10. Perdere Giovanna 
  11. Caraibi
  12. Il Minotauro di Borges


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