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Christina Vantzou – No. 4 (Kranky, 2018) di Giuseppe Grieco

La compositrice di Bruxelles Christina Vantzou è giunta al suo quarto lavoro. Pubblicato dalla Kranky Records ed anticipato dal singolo Some Limited and Waning Memory, No. 4, questo il nome del disco, è un’opera in bilico tra luce ed ombra. Tutto il lavoro è attraversato da questa carica elettrica ed ambigua, continuo e sotterraneo è l’amalgama e lo scontro di questi due opposti. Il sound dell’album è prettamente accostabile ad un ambient minimalistico e neoclassicheggiante, molto rarefatto e lontano dalla dimensione materica, molto vicino invece a quella ancestrale. Le undici tracce si espandono nello spazio, coprendolo, insediandovisi, completandolo. L’elettronica…

Score

CONCEPT
POTENZIALITA'
ARTWORK

Conclusione : Inquieto

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La compositrice di Bruxelles Christina Vantzou è giunta al suo quarto lavoro.

Pubblicato dalla Kranky Records ed anticipato dal singolo Some Limited and Waning Memory, No. 4, questo il nome del disco, è un’opera in bilico tra luce ed ombra. Tutto il lavoro è attraversato da questa carica elettrica ed ambigua, continuo e sotterraneo è l’amalgama e lo scontro di questi due opposti.
Il sound dell’album è prettamente accostabile ad un ambient minimalistico e neoclassicheggiante, molto rarefatto e lontano dalla dimensione materica, molto vicino invece a quella ancestrale. Le undici tracce si espandono nello spazio, coprendolo, insediandovisi, completandolo. L’elettronica sperimentale si fonde con un pianoforte elegante e minimale, mentre numerosi strumenti lavorano insieme, l’arpa con il synth, gli archi con voci eteree, creando un’atmosfera di algida bellezza.
La dimensione metafisica del disco è chiaramente percepibile in pezzi come Remote Polyphony, composta in collaborazione con Steve Hauschildt, una lenta ma inesorabile espansione di bianco. In Doorway invece è il chiaroscuro a prevalere, un intenso scontro tra luce ed ombra, bianco e nero, una lotta eterna, dagli echi profondi e sinistri.
La copertina ben rappresenta tutta l’opera, un vedo/non vedo ambiguo, inquietante e magnetico. E proprio questo è No. 4: lotta e ricerca, elegante bellezza e profonda inquietudine, la penombra è la sua anima.

Tracklist

  1. Glissando For Bodies And Machines In Space
  2. Percussion In Nonspace
  3. At Dawn
  4. Doorway
  5. Some Limited And Waning Memory
  6. No.4 String Quartet
  7. Staircases
  8. Sound House
  9. Lava
  10. Garden Of Forking Paths
  11. Remote Polyphony (feat. Steve Hauschildt)

 

 

 

 


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