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Mournful Congregation – The Incubus Of Karma (Osmose Production, 2018) di Francesco Sermarini

Sono tornati. Dopo 7 lunghi anni i Mournful Congregation, precursori del funeral doom, sono riapparsi sui nostri radar, pronti a far tremare le anime di migliaia di fan in trepidante attesa. Quinto disco degli australiani, The Incubus of Karma è semplicemente meraviglioso. Ovviamente non farà cambiare idea a chi non è mai riuscito ad apprezzare un genere di piccolissima nicchia qual è il funeral doom, ma gli appassionati non potranno fare altro che perdersi in questa desolante e romantica discesa verso gli inferi.

Come è da tradizione per il genere, il minutaggio è elevato, ma la capacità dei nostri di creare delle atmosfere eteree quanto inquietanti fa passare in secondo piano il concetto di tempo. Vera grande novità all’interno di The Incubus of Karma è una maggiore incursione melodica, grazie soprattutto alle chitarre ma anche ai tappeti sonori creati dalle tastiere, andando addirittura a sfociare nel dungeon synth come nella parte iniziale di The Rubaiyat.

In conclusione, è un viaggio che qualsiasi appassionato dovrebbe compiere, probabilmente il miglior disco del gruppo dai tempi di The Monad of Creation, e l’ennesimo esempio di come questo genere sia veramente generoso di gruppi indimenticabili.

Tracklist:

  1. The Indwelling Ascent
  2. Whispering Spiritscapes
  3. The Rubaiyat
  4. The Incubus Of Karma
  5. Scripture Of Exaltation & Punishment
  6. A Picture Of The Devouring Gloom Devouring The Spheres Of Being


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