Home / Interviste / Simone Da Prà – intervista a cura di Laura Dainelli

Simone Da Prà – intervista a cura di Laura Dainelli


Dal 30 marzo sarà in rotazione radiofonica e disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming, “Passerà” (prod. Big Fish e Marco Zangirolami), il nuovo brano di Simone Da Pra, distribuito da Believe Digital. La nostra Laura Dainelli ha avuto l’occasione di scambiare due chiacchiere direttamente con lui, qui la nostra intervista!

Ciao Simone, piacere di conoscerti! I tuoi pezzi denotano una sensibilità enorme e spiccatissima, ed un’attenzione a molte tematiche interessanti, quali l’amore inteso come libertà e concepito in tutte le sue forme e ancora di più la lotta ad ogni forma di discriminazione e di esclusione sociale, la forza (bellissima) della voce di un uomo contro la violenza verso le donne. Perché l’esigenza di mettere in musica queste tematiche? sono battaglie che porti avanti ogni giorno nella tua vita?

Ciao a tutti i lettori di Relics-Controsuoni! Beh, non riuscirei mai a fare dei testi del tipo “Noi mangiamo le patatine fritte, evviva!”. Le tematiche cui tu hai accennato sono tutte importanti per me, considero fondamentale e naturale combattere qualsiasi forma di discriminazione e di violenza. Il nuovo singolo è ispirato dalla mia storia personale, anche se non vuole essere il racconto dettagliato della mia vita, anzi quello che già ora che il singolo è appena uscito mi sta dando un’enorme soddisfazione è che molte persone mi hanno scritto per dirmi che il mio singolo sta dando loro un grande aiuto nel sentirsi forti di fronte alle avversità della vita, nell’interiorizzare l’idea che appunto tutto “passerà”, non solo come un’idea astratta bensì come una speranza concreta.

Ho visto che hai all’attivo diverse collaborazioni con artisti italiani già molto noti al grande pubblico : senti di aver imparato qualcosa da loro o meno e in che cosa ritieni che il tuo stile si differenzi ed abbia delle peculiarità tutte sue relative alla persona e al musicista che sei?

Ognuno ha il suo stile unico, ma quello che io sono oggi lo devo in gran parte a Fish, che ha prodotto alcuni miei pezzi e che dal punto di vista artistico, professionale ed umano è stato per me un grande maestro, un maestro che mi ha varie volte metaforicamente preso e rivoltato da capo a piedi. Mi ha dato dei consigli tali da farmi migliore tanti aspetti “tecnici” (dizione, canto etc.) ma soprattutto mi ha fatto capire che era importantissimo che io avessi sicurezza in me stesso e che su qualunque palco fossi stato, così come nei video, per la timidezza non c’era spazio. Che dovevo crederci fino in fondo. E devo dire che da quando è riuscito nell’impresa mi sento molto meglio, molto più sicuro di me, e lo ringrazierò infinitamente per questo, ed anche per aver creduto in me ed essersi preso cura del mio percorso artistico ed umano andando molto al di là del suo ruolo di produttore.

Il nuovo singolo è a mio parere un’opera omnia, non più toccante degli altri ma è come se fosse più completo, il frutto di un percorso privato, intimo e anche ovviamente professionale. è così che lo senti oppure no? come vorresti presentarlo a chi già ti conosce e a chi invece di te ancora non ha mai sentito parlare?

Mi riallaccio nel risponderti a quanto ho appena detto su Fish e sull’evoluzione che ha avuto negli ultimi anni grazie a a lui il mio percorso artistico: mi sento oggi più professionale nel comporre musica oltre che più sicuro di me, e questo grazie alla voglia di mettermi in discussione che mi ha portato a migliorarmi su vari aspetti tecnici e stilistici e di voce. Scrivere testi e musica è qualcosa che nasce sempre dall’istinto ma poi l’istinto va affinato e sono fiero di quella che è stata in questi anni la mia evoluzione sia personale sia artistica.

Ritieni che il tuo luogo di origine abbia influito su ciò che sei oggi e sulla tua musica e in che modo?

Sicuramente i luoghi da cui veniamo influiscono nella nostra crescita, sono d’accordo. Nel mio caso il rapporto con il mio paesino di origine è stato difficile in adolescenza, oggi invece non lo cambierei mai con una grande città. Da ragazzino disprezzavo il luogo in cui vivevo perché non c’è assolutamente nulla sotto il profilo delle attrattive e dei divertimenti per i giovani. La passione per la musica l’ho sempre avuta, sicuramente quel contesto così isolato e a tratti di noia mi ha permesso di venire più a contatto con quello che volevo esprimere attraverso la musica. Io scrivo per necessità, e i contenuti di quel che si scrive riflettono anche inevitabilmente ciò che si sta vivendo. Non a caso da adolescente ho usato il rap come forma di protesta verso tutto ciò che mi circondava e verso l’odio che provavo per quel posto…proprio come i veri rapper 😉

“Un angolo di paradiso” è dedicata a tuo nonno: perché  un docuvideo? cosa ritrovi in questa modalità espressiva che non ritrovi in altre?

“Un angolo di paradiso” è un pezzo a cui io tengo tantissimo, perché come hai già anticipato è dedicata a mio nonno e a quello che lui ha significato, che in una parola potrei riassumere come “tutto”. E’ stato infatti il mio maestro, la mia guida, mi ha donato un ammore immenso ed infiniti insegnamenti. Gli devo tutto e mi manca molto ogni giorno. Con questa premessa, ci tenevo per questi motivi che questo pezzo fosse pubblicato su youtube. C’erano già altri video e non c’erano le condizioni in quel momento per girarne uno nuovo, così ho pensato di pubblicare il pezzo mettendo come immagine sullo schermo una foto di mio nonno intorno alla quale cade la neve.

Progetti futuri / live?

In realtà è tutto molto in divenire, ho dei pezzi già scritti e non ancora usciti ed altri solo in mente ma non ancora registrati. Fino a poco tempo fa pensavo di far uscire questo singolo senza che ci fosse poi a tutti i costi un album dopo. Ora penso che probabilmente ci sarà qualcosa sia per quanto riguarda nuovi pezzi sia i live, ma ancora non so di preciso.

Ok, tienici aggiornati !

Assolutamente!


Commenti

Click here to connect!