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The Weeknd – My Dear Melancholy (XO, 2018) di Francesco Sermarini

Ed ecco che, a sorpresa, esce questo nuovo Ep da parte di una delle più grandi star del mondo MTv degli ultimi anni. Ovviamente stiamo parlando di The Weeknd, ragazzo di origini canadesi che, grazie a diversi lavori molto apprezzati da pubblico e critica, ha raggiunto ormai numeri da capogiro come soltanto l’industria musicale del Nord America riesce a produrre. My Dear Melancholy è un ritorno alle origini della carriera musicale del cantante (musicalmente più vicino alla sua trilogia d’esordio che all’ultimo Starboy, per intenderci), ed effettivamente questo tipo di Pop/RnB particolarmente scuro calza a pennello con il titolo…

Score

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Ed ecco che, a sorpresa, esce questo nuovo Ep da parte di una delle più grandi star del mondo MTv degli ultimi anni. Ovviamente stiamo parlando di The Weeknd, ragazzo di origini canadesi che, grazie a diversi lavori molto apprezzati da pubblico e critica, ha raggiunto ormai numeri da capogiro come soltanto l’industria musicale del Nord America riesce a produrre.

My Dear Melancholy è un ritorno alle origini della carriera musicale del cantante (musicalmente più vicino alla sua trilogia d’esordio che all’ultimo Starboy, per intenderci), ed effettivamente questo tipo di Pop/RnB particolarmente scuro calza a pennello con il titolo del lavoro. Infatti, appena schiacciato play, si viene avvolti da beat tetri e atmosfere perfette per un after-party con l’iniziale Call Out My Name. La voce di The Weeknd è però la vera protagonista per la maggior parte dell’ascolto, andando persino a creare dei labirinti vocali molto piacevoli da attraversare. Peccato che l’Ep non brilli di novità, le campionature danno l’idea di già sentito. Non sono presenti idee particolarmente brillanti, ma attenzione: non vuol dire che siano insufficienti o mal impostate. I momenti più interessanti sono sicuramente le due tracce in collaborazione con il producer Gesaffelstein, le quali rispondono al nome di I Was Never There e Hurt You.

Alla fine dei conti si tratta di un lavoro poco originale ma ciononostante degno di essere ascoltato. Un piccolo ritorno alle origini di un’artista che si è ritrovato nel giro di pochi anni ad essere sulla bocca di tutti, nel bene o nel male. Per quei pochissimi che non conosco The Weeknd, potrebbe trattarsi anche di una piccola rivelazione.

Tracklist:

  1. Call Out My Name
  2. Try Me
  3. Wasted Times
  4. I Was Never There
  5. Hurt You
  6. Privilege 


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