Home / Dischi / The Wonder Years – Sister Cities (Hopeless Records, 2018) di Francesco Sermarini

The Wonder Years – Sister Cities (Hopeless Records, 2018) di Francesco Sermarini

Ci sono realtà che, nonostante il sempre maggiore successo in patria, da noi non riescono mai ad attecchire per bene, rimanendo conosciuti principalmente agli appassionati del genere. Questo è proprio il caso dei The Wonder Years, gruppo americano che, nonostante esistano da più di dieci anni e questo Sister Cities sia la loro settima fatica, non vengono quasi mai citati dalla stampa specializzata italiana. A mio modestissimo parere posso solo dire che questo è un grande peccato, perché in questo modo non si è permesso di far pubblicità ad uno dei gruppi più interessanti, emotivi e di milgior qualità che quel sottobosco di musica emo con forti ispirazioni al pop punk/punk rock sia mai riuscita a sfornare.

Parlando della storia recente della band, i The Wonder Years li avevamo lasciati con un No Closer To Heaven drammaticissimo, sia nei testi che nelle sonorità. I nostri, ovviamente, non vogliono cambiare le carte in tavola, quindi fanno uscire un nuovo disco (Sister Cities, appunto), ma cambiando le tematiche: a questo giro non si parlerà di morte e della perdita dei propri cari, ma sul viaggio, sulle distanze enormi da compiere, le quali, però, risultano non così impossibili da intraprendere.

Però parliamo della vera protagonista dell’album: la pateticità. I The Wonder Years hanno la grande capacità di prenderti direttamente al cuore e di stringertelo il più possibile. E’ difficile rimanere impassibili durante l’ascolto e non farsi prendere, anche se poco, dall’emozione. Le chitarre creano delle melodie e degli arrangiamenti evocativi a palla, nostalgici e malinconici, creando nella nostra mente paesaggi di periferia grigi e spenti. La voce del frontman Danny Campbell è struggente, una voce letteralmente perfetta per il tipo di atmosfere che il gruppo crea, con delle lyrics, sempre scritte dal nostro Campbell, semplici ma mai banali, riuscendo a descrivere in modo così sincero determinate sensazioni ed emozioni da essere quasi allarmante.

Non è il miglior disco dei The Wonder Years, questo è certo, ma è comunque un ascolto che merita davvero davvero molto. Probabilmente esistono diversi scettici riguardante il genere proposto dal gruppo, o altri che pensano che potrebbe essere uno di quei lavori così iper-drammatici da risultare quasi “cringe”, ma provate a fare un atto di fede e a buttarvi in questo Sister Cities, o anche in tutta la discografia dai The Wonder Years; non ne rimarrete affatto delusi.

Tracklist:

  1. Raining in Kyoto
  2. Pyramids of Salt
  3. It Must Get Lonely
  4. Sister Cities
  5. Flowers Where Your Face Should Be
  6. Heaven’s Gate (Sad & Sober)
  7. We Look Like Lightning
  8. The Ghost of Right Now
  9. When the Blue Finally Came
  10. The Orange Grove
  11. The Ocean Grew Hands to Hold Me


Commenti

Click here to connect!