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Phantomatica – Look Closer (Autoprodotto, 2018) di Marco Zoli

Il fresco lavoro Look Closer dei Phantomatica, album d’esordio della band marchigiana, spazia all'interno di un triangolo immaginario. Un vertice fuzz e pestato, in cui si sentono chiaramente le influenze di Muse e Queens of the Stone Age, un vertice più psichedelico e grunge, dove troviamo Radiohead e Smashing Pumpinks, ed infine un vertice più pop, caratterizzato a tratti dalla musica di Bon Jovi, degli Stereophonics, di Lenny Kravitz e degli U2. Molte le tracce abbastanza diverse tra loro come genere e come struttura. Risulta infatti tanto inaspettato quanto sorprendente il divario tra la opener Drop it e la…

Score

CONCEPT
POTENZIALITA'
ARTWORK

Conclusione : Potente

Voto Utenti : 3.7 ( 1 voti)

Il fresco lavoro Look Closer dei Phantomatica, album d’esordio della band marchigiana, spazia all’interno di un triangolo immaginario. Un vertice fuzz e pestato, in cui si sentono chiaramente le influenze di Muse e Queens of the Stone Age, un vertice più psichedelico e grunge, dove troviamo Radiohead e Smashing Pumpinks, ed infine un vertice più pop, caratterizzato a tratti dalla musica di Bon Jovi, degli Stereophonics, di Lenny Kravitz e degli U2.

Molte le tracce abbastanza diverse tra loro come genere e come struttura. Risulta infatti tanto inaspettato quanto sorprendente il divario tra la opener Drop it e la successiva Impossibile Possibility.

Nel resto dell’album si contendono la scena ballate leggere come Sailor e Revelation e tracce di puro rock con riff carichi come Nosedive, dove la band riesce a esprimere al meglio il proprio potenziale, convergendo su ritornelli azzeccati e melodie interessanti.

Degno di nota anche lo stacco in Phony Tail, al termine della parte iniziale, anche se poi la canzone tende a sgonfiarsi, disilludendo le aspettative. In conclusione, presto si capisce che i Phantomatica non sono sicuramente un gruppo alle prime armi. Sanno quello che fanno sia come stile che come contenuti.

Nel 2015 hanno infatti aperto il concerto ai Guano Apes a San Pietroburgo, facendosi sentire su un palco internazionale. Forse il suono dei ragazzi maceratesi non troppo lontano da quello dei The Rasmus, sembra ancora cercare il giusto equilibrio tra i tanti caratteri di cui è composto. Comunque, bisogna ammettere che Look Closer suona potente e divertente, ponendosi ben al di sopra del livello medio italiano.

Svincolato dai tratti popolari e indie tipici della penisola italica, Look Closer sembra puntare a fare il colpo grosso al casinò del rock e, forse, con l’ambizione giusta qualcosa può davvero accadere.


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