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Tommaso Di Giulio – Lingue (Leave Music, 2018) di Michele Bacci

Lingue è il nuovo lavoro discografico di Tommaso Di Giulio, cantautore, musicista, autore (sua la canzone “Disordine d’Aprile”, contenuta nell’ultimo album di inediti di Max Gazzè) e compositore di colonne sonore. Lingue è un album vero, profondo, ironico che mette nero su bianco tutte le emozioni del cantautore romano. Un album, che a differenza della maggioranza delle produzioni odierne, è interamente suonato da musicisti che sanno esattamente cosa fare con il proprio strumento, come farlo e soprattutto quando farlo. Tutti gli arrangiamenti sono infatti bilanciati perfettamente con le melodie, mai una nota fuori posto né qualche strumento in eccesso,…

Score

POTENZIALITA'
CONCEPT
ARTWORK

Conclusione : Sincero

Voto Utenti : Puoi essere il primo !
Lingue è il nuovo lavoro discografico di Tommaso Di Giulio, cantautore, musicista, autore (sua la canzone “Disordine d’Aprile”, contenuta nell’ultimo album di inediti di Max Gazzè) e compositore di colonne sonore. Lingue è un album vero, profondo, ironico che mette nero su bianco tutte le emozioni del cantautore romano. Un album, che a differenza della maggioranza delle produzioni odierne, è interamente suonato da musicisti che sanno esattamente cosa fare con il proprio strumento, come farlo e soprattutto quando farlo. Tutti gli arrangiamenti sono infatti bilanciati perfettamente con le melodie, mai una nota fuori posto né qualche strumento in eccesso, tutto è al suo posto e tutto funziona. Un disco fatto quindi di bei suoni, di parti musicali calibrate al millimetro con uno stile molto omogeneo e con una produzione ed un mix egregi. Di Giulio affonda le radici del suo stile negli artisti di vecchio stampo, quelli veri, e in quei pochi veramente validi che ci sono oggi. Senza forzature né citazioni scontate ascoltandolo possiamo comunque capire quanto il cantautore sia influenzato da Bowie, Talking Heads ma anche Battiato, Dalla, Battisti e non ultimi Fabi e Gazzè. La scrittura dei testi può sembrare semplice, ma è invece molto profonda ed intima e già dalla traccia di apertura, “Canzone per S”, capiamo quanto Di Giulio possa essere viscerale e capace di trasmettere una parte di sé e della sua vita privata rendendola emozione comune per tutti. Un disco davvero da scoprire, un “classico moderno” che si differenzia per qualità, intelligenza e spontaneità dalla stragrande maggioranza della musica che domina le classifiche di questi ultimi anni.

 


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