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Sónar 2018 live report (foto di Antonello Franzil)

Laurent Garnier

In un mondo della musica dove la fruizione live è ormai dominata dai festival, un evento che raggiunge il mezzo secolo di vita rappresenta un esempio per tutti, fosse anche solo per la longevità. Il Sónar Barcellona rappresenta invece molto di più, è il punto di riferimento per i festival di mezzo mondo per quanto riguarda organizzazione, qualità della lineup, hype generato e soprattutto, capacità di rinnovarsi e di innovare.

Il record di pubblico di questa edizione (126.000 persone) dice poco sulla reale portata innovativa del festival, o almeno, i numeri che contano sono quelli legati all’evento fieristico Sónar+D: 6000 professionisti accreditati, 27 conferenze, 21 workshop, 230 attività e progetti e 500 persone coinvolte tra standisti e speakers. Si tratta di un vero e proprio incubatore di innovazione, non solo nel mondo della musica, ma in generale su importanti temi di questo inizio di millennio quali interazione uomo macchina, intelligenza artificiale, realtà virtuale ed aumentata, blockchain, machine learning e le loro applicazioni sulla terra e nell’esplorazione spaziale. Già dallo scorso anno il festival apre infatti le porte il mercoledì, con la prima giornata dedicata esclusivamente ai professional, e quest’anno nel fine settimana si è anche tenuto un evento parallelo gratuito, il Barcelona Maker Faire, nell’adiacente Pavelló Italià della Fira Montjuïc.

Queste innovazioni ovviamente si vedono nel mondo della musica innovativa proposta dal festival ed ormai è assolutamente pervasiva in tutti i suoi aspetti.

Visual & Digital artist

Il festival ha mostrato che ormai qualsiasi live deve avere il suo vissuto visuale, creando un legame sempre più stretto tra musicisti, visual artist e digital artist. Ci sono piaciuti molto in questo senso:

  • Liberato, la parte iniziale del suo spettacolo è stato forse il top del Sónar Day come proposta AV;
  • Cornelius con uno scintillante spettacolo AV (con tanto di karaoke 3.0 nei visual);
  • Second Woman e lo spettacolo AV proposto del collettivo Pfindfinderei è stato un esempio di come rendere coerente un visual assolutamente minimalista col vissuto musicale del progetto musicale di Joshua;
  • Oscar Mulero: relegato in un orario poco felice per riempire il Sónar Hall, ma chi c’era ha goduto della sua splendida proposta musicale con dei visual particolarmente ricercati.

Mood

Il Sónar è quel posto dove tutti infrangono anche le regole autoimposte. Call Super ad esempio, dj schivo e fautore del “no phone on the dancefloor”, che si è fatto catturare dall’atmosfera incredibile del Sónar Club e visibilmente emozionato ha girato egli stesso un piccolo video del pubblico. Chi ci è stato sa bene che le facce del pubblico sono sempre felici, con un’aria di festa contagiosa. In 10 anni di frequenza del festival ricordo non più di 2 episodi in cui è stato necessario l’intervento “vero” della security, che è sempre molto paziente e professionale anche con i personaggi più fastidiosi (che purtroppo sono onnipresenti ovunque nel mondo).

La programmazione del Sónar by Night

La programmazione del Sónar by Night di quest’anno era praticamente perfetta per la varietà dell’offerta artistica, la qualità e nella scelta della time list senza sovrapposizioni di rilievo. A parte gli attesi big Gorillaz, Lcd Soundsystem, Thom Yorke e Richie Hawtin, chi era al Sónar Club il sabato ha vissuto tre dj set di livello stellare con Call Super, Objekt e Charlotte De Witte.

I nuovi talenti

Ebbene si, chi partecipa al Sónar day scopre con qualche anno di anticipo i talenti in rampa di lancio che faranno da headliner nei festival in giro per il mondo. Succede ogni anno, vedi ad esempio Moderat, Bonobo e Arca negli ultimi anni. Quest’anno il festival ha scommesso su alcuni nomi notevoli. Per primis Sophie, che ha presentato il disco in anteprima al festival ed è già un nuovo fenomeno mediatico. Sinjin Hawke & Zora Jones con il loro magico e innovativo spettacolo AV ed un nuovo EP in uscita in questi giorni per la Planet Mu. Rosalìa con la sua proposta di innovazione del flamenco in chiave pop, con un successo già assicurato sul mercato latino negli USA. Lorenzo Senni che ha dimostrato come si può fare techno di gran classe senza dover usare per forza la cassa dritta.

La pattuglia spagnola

Il festival ormai da anni si è fatto promotore della crescita dei talenti di casa, con le sue vetrine di fronte ad un pubblico internazionale curioso e avido di novità. Oltre ai già citati Oscar Mulero e Rosalìa, ci è piaciuta tantissimo la ambient proposta da YDVST, il synthpop di Undo, le destrutturazioni elettroniche di Refree, le selezioni musicali di Absolute Terror e le improvvisazioni elettroniche degli Atzar.

Le proposte culinarie

Ebbene si, al Sonar si mangia e anche molto bene. Dopo l’esperienza catastrofica del Sonar Day 2014, quando il cibo finiva nel bel mezzo della serata, il festival da allora ha reagito con una proposta che raccorda lo street food con gli chef stellati Michelin. Spazio quindi alle proposte riservate ai Professional e Vip al Sonar day con tre giornate dedicate agli chef Fina Puigdevall (Les Cols d’Olot), Albert Adrià (Hoja Santa) and Hideki Matsuhisa (Koy Shunka). Mentre per tutti era a disposizione lo street food in tutte le salse, dalla pizza alle crêpe passando per la cucina indiana, sino agli stratosferici panini con la porchetta di Davide e la sua Ape car che trovate normalmente per le strade di Barcellona. Quest’anno anche più spazio al vino, in un festival con delle temperature non torride come quelle dello scorso anno, i vini proposti negli stand Torres sono stati un must molto apprezzato dal pubblico.

Appuntamento quindi alla prossima edizione, che solo per il 2019 si terrà in un periodo inusuale, dal 18 al 20 luglio. Già annunciate anche le date per il 2020 dove si ritornerà al periodo tradizionale dal 18 al 20 giugno.

Queste sono le foto del festival del nostro Antonello Franzil.


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